Objective: the research has the purpose to outline the recent trends in the collective bargaining as regards to alternative dispute resolution (ADR) for labor disputes. These alternative means, among which the conciliation, are parallel to the state jurisdiction because they belong to the inter – union system. The benefits are speed, cost – effectiveness and indisputability ex art. 2113 Civil Code. The use of these instruments is optional, with a deflationary function of judicial litigation and with the faculty of trade unions to identify the conciliation procedures ex art. 412 ter of the civil procedure code. Therefore, it is the legislator who grants collective autonomy the power to govern out – of – court dispute resolution systems, with wide margins of discretion to trade unions and the consequent proliferation of free – form conciliations, unrelated to the methods envisaged by collective bargaining. Methodology: the point of view from which the subject is investigated is industrial relations, through the analysis of collective bargaining and specifically through the mapping of 205 national and territorial collective agreements, belonging to industry, crafts, commerce, agriculture and credit. The choice of empirical analysis is due to the awareness that a legal – regulatory approach is necessary, but it is restrictive to understanding the function attributed to the out – of – court settlement of disputes in collective bargaining. The methodology adopted is therefore functional to the research object, with the analysis of legislative and jurisprudential sources, the reconstruction of the literature and empirical research within collective bargaining. Results: from the trends of collective bargaining emerges the widespread reference to out – of – court conflict resolution procedures and the consequent evidence that collective bargaining, already recognized as an extra ordinem source, manages individual and collective conflicts, through its own judicial apparatus. This result allows to consider also its economic and social functions. Limits and implications: in the research project has been analyzed a vast number of contractual texts. It has emerged the difficulty of dealing with the proliferation of collective agreements persisting in the same production sector. To make up for this limit it has been employed the classification system assigned by INPS, as well as the recent national archive of collective bargaining by the CNEL. A further difficulty is recorded in the content of contractual procedures, especially in cases where the collective agreement reduces the optional nature of conciliation, bringing back the debated question to consider trade unions as an autonomous and self – sufficient legal system. Originality: the originality of this project lies in the methodology used, which has the aim of demonstrating that the settlement of out – of – court labour conflicts constitutes a set of procedural and behavioural rules. This has been obtained by mapping the vast contractual material and extrapolating the trends of collective agreements to which the social parties are mutually bound.

Obiettivi: il progetto di ricerca si pone l’obiettivo di delineare le recenti tendenze della contrattazione collettiva in materia di strumenti di composizione stragiudiziale delle controversie di lavoro; strumenti, in primis la conciliazione, alternativi e paralleli rispetto la giurisdizione statuale poiché propri dell’ordinamento intersindacale, il cui ricorso giova, per celerità ed economia, alle parti che vi ricorrano e, al tempo stesso, le tutela attribuendo alle rinunce e transazioni validate in sede sindacale l’inoppugnabilità di cui all’art. 2113 codice civile e al verbale di conciliazione efficacia di titolo esecutivo. Ad oggi il ricorso agli strumenti di risoluzione stragiudiziale delle controversie, oggetto del susseguirsi di riforme legislative, è facoltativo, affievolendone la funzione deflattiva del contenzioso giudiziario, ma dotando le associazioni sindacali maggiormente rappresentative firmatarie di contratti collettivi della possibilità di prevedere sedi e modalità di conciliazione, ex art. 412 ter codice di procedura civile. È lo stesso legislatore, quindi, a riconoscere all’autonomia collettiva il potere di configurare e governare i sistemi di risoluzione stragiudiziale delle controversie, lasciando ampi margini di discrezionalità ai corpi intermedi, con il conseguente proliferare di un canale sindacale cosiddetto libero, estraneo alle modalità di conciliazione previste dalla contrattazione collettiva. L’aleatorietà della delega legislativa genera contrastanti orientamenti dottrinali e giurisprudenziali – confermati da una recente sentenza del Tribunale di Roma – in merito a quale modalità di conciliazione possa vantare gli effetti attesi. Metodologia: il punto di vista privilegiato dal quale si è inteso investigare la materia sono le relazioni industriali, mediante l’analisi della contrattazione collettiva e specificatamente attraverso la mappatura di 205 contratti collettivi, nazionali e territoriali, appartenenti ai comparti dell’industria; artigianato; terziario, distribuzione e servizi; agricoltura; credito, assicurazione e tributi. La scelta di un’analisi empirica è frutto della consapevolezza che, nonostante un approccio giuridico – normativo, che si soffermi sull’inquadramento giuridico degli strumenti dell’ordinamento intersindacale, sia necessario per la conoscenza della materia, esso appare limitante per comprendere la funzione attribuita dai corpi intermedi (con focus sulle associazioni di categoria) alla risoluzione stragiudiziale delle controversie nella contrattazione collettiva. La metodologia adottata è quindi funzionale all’oggetto di ricerca, con l’analisi delle fonti legislative e giurisprudenziali, la ricostruzione della letteratura e la ricerca empirica all’interno della contrattazione collettiva, fil rouge del progetto di ricerca. Risultati: dalle tendenze della contrattazione collettiva emerge il diffuso riferimento alle procedure stragiudiziali di risoluzione del conflitto e la conseguente evidenza per cui la contrattazione collettiva, già riconosciuta come fonte extra ordinem, ricopra, con le sue funzioni e un proprio apparato giurisdizionale, l’amministrazione delle liti intersindacali e interindividuali. Tale attribuzione gestionale, con valenza unitaria, permette di non ridurre il contratto collettivo a mera funzione giuridico – normativa, ma tiene debitamente conto delle sue funzioni economico – sociali. Limiti e implicazioni: considerata l’approfondita indagine dei testi contrattuali e la vastità dei comparti mappati, è emersa la difficoltà di confrontarsi con la proliferazione di contratti collettivi insistenti nel medesimo settore produttivo, conseguenza del manifestarsi di una notevole frammentazione della rappresentanza, insieme alla fluidità dei perimetri della contrattazione collettiva di categoria; a tale limite si è cercato di sopperire mediante l’utilizzo del sistema di inquadramento attribuito dall’INPS, nonché del recente archivio nazionale della contrattazione collettiva ad opera del CNEL. Ulteriore difficoltà si registra nel contenuto delle procedure contrattuali, sia sovente nel mancato recepimento delle riforme giuslavoristiche, che soprattutto nei casi in cui il contratto collettivo riduca la natura facoltativa della conciliazione, riportando in auge l’annosa questione dell’autonomia e autosufficienza dell’ordinamento intersindacale. Originalità: l’originalità del progetto di ricerca è insita nella metodologia prescelta, promossa con l’intento di dimostrare l’assunto per cui la composizione dei conflitti di lavoro costituisca un insieme di norme, procedurali e di comportamento, funzionalmente collegato agli altri aspetti delle relazioni industriali, tanto da costituirne la base. Si esalta, a tal fine, la mappatura del vasto materiale contrattuale e l’estrapolazione delle tendenze dei contratti collettivi, constatando che in essi la risoluzione delle controversie assume rilevanza strutturale negli obblighi a cui le parti sociali reciprocamente si vincolano, in quanto riconosciuta come funzionale al fine di assicurare un positivo andamento delle relazioni industriali.

Contrattazione collettiva e procedure stragiudiziali di risoluzione delle controversie individuali di lavoro

PERUZZI, ELEONORA
2023

Abstract

Objective: the research has the purpose to outline the recent trends in the collective bargaining as regards to alternative dispute resolution (ADR) for labor disputes. These alternative means, among which the conciliation, are parallel to the state jurisdiction because they belong to the inter – union system. The benefits are speed, cost – effectiveness and indisputability ex art. 2113 Civil Code. The use of these instruments is optional, with a deflationary function of judicial litigation and with the faculty of trade unions to identify the conciliation procedures ex art. 412 ter of the civil procedure code. Therefore, it is the legislator who grants collective autonomy the power to govern out – of – court dispute resolution systems, with wide margins of discretion to trade unions and the consequent proliferation of free – form conciliations, unrelated to the methods envisaged by collective bargaining. Methodology: the point of view from which the subject is investigated is industrial relations, through the analysis of collective bargaining and specifically through the mapping of 205 national and territorial collective agreements, belonging to industry, crafts, commerce, agriculture and credit. The choice of empirical analysis is due to the awareness that a legal – regulatory approach is necessary, but it is restrictive to understanding the function attributed to the out – of – court settlement of disputes in collective bargaining. The methodology adopted is therefore functional to the research object, with the analysis of legislative and jurisprudential sources, the reconstruction of the literature and empirical research within collective bargaining. Results: from the trends of collective bargaining emerges the widespread reference to out – of – court conflict resolution procedures and the consequent evidence that collective bargaining, already recognized as an extra ordinem source, manages individual and collective conflicts, through its own judicial apparatus. This result allows to consider also its economic and social functions. Limits and implications: in the research project has been analyzed a vast number of contractual texts. It has emerged the difficulty of dealing with the proliferation of collective agreements persisting in the same production sector. To make up for this limit it has been employed the classification system assigned by INPS, as well as the recent national archive of collective bargaining by the CNEL. A further difficulty is recorded in the content of contractual procedures, especially in cases where the collective agreement reduces the optional nature of conciliation, bringing back the debated question to consider trade unions as an autonomous and self – sufficient legal system. Originality: the originality of this project lies in the methodology used, which has the aim of demonstrating that the settlement of out – of – court labour conflicts constitutes a set of procedural and behavioural rules. This has been obtained by mapping the vast contractual material and extrapolating the trends of collective agreements to which the social parties are mutually bound.
2023
Italiano
Obiettivi: il progetto di ricerca si pone l’obiettivo di delineare le recenti tendenze della contrattazione collettiva in materia di strumenti di composizione stragiudiziale delle controversie di lavoro; strumenti, in primis la conciliazione, alternativi e paralleli rispetto la giurisdizione statuale poiché propri dell’ordinamento intersindacale, il cui ricorso giova, per celerità ed economia, alle parti che vi ricorrano e, al tempo stesso, le tutela attribuendo alle rinunce e transazioni validate in sede sindacale l’inoppugnabilità di cui all’art. 2113 codice civile e al verbale di conciliazione efficacia di titolo esecutivo. Ad oggi il ricorso agli strumenti di risoluzione stragiudiziale delle controversie, oggetto del susseguirsi di riforme legislative, è facoltativo, affievolendone la funzione deflattiva del contenzioso giudiziario, ma dotando le associazioni sindacali maggiormente rappresentative firmatarie di contratti collettivi della possibilità di prevedere sedi e modalità di conciliazione, ex art. 412 ter codice di procedura civile. È lo stesso legislatore, quindi, a riconoscere all’autonomia collettiva il potere di configurare e governare i sistemi di risoluzione stragiudiziale delle controversie, lasciando ampi margini di discrezionalità ai corpi intermedi, con il conseguente proliferare di un canale sindacale cosiddetto libero, estraneo alle modalità di conciliazione previste dalla contrattazione collettiva. L’aleatorietà della delega legislativa genera contrastanti orientamenti dottrinali e giurisprudenziali – confermati da una recente sentenza del Tribunale di Roma – in merito a quale modalità di conciliazione possa vantare gli effetti attesi. Metodologia: il punto di vista privilegiato dal quale si è inteso investigare la materia sono le relazioni industriali, mediante l’analisi della contrattazione collettiva e specificatamente attraverso la mappatura di 205 contratti collettivi, nazionali e territoriali, appartenenti ai comparti dell’industria; artigianato; terziario, distribuzione e servizi; agricoltura; credito, assicurazione e tributi. La scelta di un’analisi empirica è frutto della consapevolezza che, nonostante un approccio giuridico – normativo, che si soffermi sull’inquadramento giuridico degli strumenti dell’ordinamento intersindacale, sia necessario per la conoscenza della materia, esso appare limitante per comprendere la funzione attribuita dai corpi intermedi (con focus sulle associazioni di categoria) alla risoluzione stragiudiziale delle controversie nella contrattazione collettiva. La metodologia adottata è quindi funzionale all’oggetto di ricerca, con l’analisi delle fonti legislative e giurisprudenziali, la ricostruzione della letteratura e la ricerca empirica all’interno della contrattazione collettiva, fil rouge del progetto di ricerca. Risultati: dalle tendenze della contrattazione collettiva emerge il diffuso riferimento alle procedure stragiudiziali di risoluzione del conflitto e la conseguente evidenza per cui la contrattazione collettiva, già riconosciuta come fonte extra ordinem, ricopra, con le sue funzioni e un proprio apparato giurisdizionale, l’amministrazione delle liti intersindacali e interindividuali. Tale attribuzione gestionale, con valenza unitaria, permette di non ridurre il contratto collettivo a mera funzione giuridico – normativa, ma tiene debitamente conto delle sue funzioni economico – sociali. Limiti e implicazioni: considerata l’approfondita indagine dei testi contrattuali e la vastità dei comparti mappati, è emersa la difficoltà di confrontarsi con la proliferazione di contratti collettivi insistenti nel medesimo settore produttivo, conseguenza del manifestarsi di una notevole frammentazione della rappresentanza, insieme alla fluidità dei perimetri della contrattazione collettiva di categoria; a tale limite si è cercato di sopperire mediante l’utilizzo del sistema di inquadramento attribuito dall’INPS, nonché del recente archivio nazionale della contrattazione collettiva ad opera del CNEL. Ulteriore difficoltà si registra nel contenuto delle procedure contrattuali, sia sovente nel mancato recepimento delle riforme giuslavoristiche, che soprattutto nei casi in cui il contratto collettivo riduca la natura facoltativa della conciliazione, riportando in auge l’annosa questione dell’autonomia e autosufficienza dell’ordinamento intersindacale. Originalità: l’originalità del progetto di ricerca è insita nella metodologia prescelta, promossa con l’intento di dimostrare l’assunto per cui la composizione dei conflitti di lavoro costituisca un insieme di norme, procedurali e di comportamento, funzionalmente collegato agli altri aspetti delle relazioni industriali, tanto da costituirne la base. Si esalta, a tal fine, la mappatura del vasto materiale contrattuale e l’estrapolazione delle tendenze dei contratti collettivi, constatando che in essi la risoluzione delle controversie assume rilevanza strutturale negli obblighi a cui le parti sociali reciprocamente si vincolano, in quanto riconosciuta come funzionale al fine di assicurare un positivo andamento delle relazioni industriali.
contrattazione collettiva, controversie, risoluzione stragiudiziale, conciliazione.
TIRABOSCHI, MICHELE
Università degli Studi di Siena
416
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/87886
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:UNISI-87886