L’elaborato intende analizzare gli strumenti di welfare contrattuale, in particolare di welfare sanitario, inquadrandoli all’interno delle nuove logiche di scambio presenti nella contrattazione collettiva sia di livello nazionale che aziendale. Alla luce delle grandi trasformazioni socioeconomiche dell’ultimo decennio, infatti, si sviluppano crescenti tendenze verso l’inclusione di servizi e prestazioni che oltre a svolgere una funzione sociale, redistributiva e concessiva, sviluppano recentemente una funzione economica facendo emergere più complessi schemi di scambio sottesi al rapporto di lavoro, incidendo anche sul processo organizzativo e produttivo aziendale. L’analisi viene svolta attraverso il metodo qualitativo centrato sullo studio di caso rappresentato da una primaria azienda del settore metalmeccanico: Fincantieri S.p.A., uno dei più importanti complessi cantieristici al mondo e il primo per diversificazione e innovazione. Ricostruite le premesse teoriche della contrattazione collettiva e del welfare aziendale attraverso la dottrina di riferimento, si è proceduto ad un’analisi sistematica rispetto all’articolazione del welfare aziendale e sanitario strutturato dalla Società, dalle forme più tradizionali fino ad arrivare alla sua conformazione attuale, il tutto nel quadro delle nuove disposizioni legislative di incentivazione e dall’ampio orizzonte delineato dal Contratto Collettivo Nazionale di settore. Dallo studio dell’impianto istituito in Fincantieri attraverso la contrattazione collettiva emergono importanti risultati ed è possibile individuare un insieme ampio di ricadute positive in termini sia di miglioramento del clima aziendale, aumento del tasso di fidelizzazione dei dipendenti, capacità attrattiva verso professionalità di alto profilo e risposta ai nuovi bisogni sociali, accrescendo di fatto l’ambito di tutele a disposizione dei dipendenti. In questo senso le misure di assistenza sanitaria integrativa di origine contrattuale costituiscono veri e propri strumenti di gestione delle risorse umane e del benessere organizzativo, soprattutto se inserite in un progetto aziendale consapevole e organizzato. Permangono altresì alcune criticità e sfide future per tutti gli attori delle relazioni industriali, che dovranno rendere il welfare aziendale sempre più “sociale”, innescando un circolo virtuoso dove possa essere sviluppato l’universalismo del welfare integrativo e superare il rischio di accentuare ulteriormente la già esistente frammentarietà ed eterogeneità delle tutele e prestazioni garantite a lavoratori appartenenti a diverse aziende e settori produttivi.
IL WELFARE SANITARIO NEL SETTORE DELLA METALMECCANICA: IL CASO STUDIO FINCANTIERI
PICCARI, VALERIA
2023
Abstract
L’elaborato intende analizzare gli strumenti di welfare contrattuale, in particolare di welfare sanitario, inquadrandoli all’interno delle nuove logiche di scambio presenti nella contrattazione collettiva sia di livello nazionale che aziendale. Alla luce delle grandi trasformazioni socioeconomiche dell’ultimo decennio, infatti, si sviluppano crescenti tendenze verso l’inclusione di servizi e prestazioni che oltre a svolgere una funzione sociale, redistributiva e concessiva, sviluppano recentemente una funzione economica facendo emergere più complessi schemi di scambio sottesi al rapporto di lavoro, incidendo anche sul processo organizzativo e produttivo aziendale. L’analisi viene svolta attraverso il metodo qualitativo centrato sullo studio di caso rappresentato da una primaria azienda del settore metalmeccanico: Fincantieri S.p.A., uno dei più importanti complessi cantieristici al mondo e il primo per diversificazione e innovazione. Ricostruite le premesse teoriche della contrattazione collettiva e del welfare aziendale attraverso la dottrina di riferimento, si è proceduto ad un’analisi sistematica rispetto all’articolazione del welfare aziendale e sanitario strutturato dalla Società, dalle forme più tradizionali fino ad arrivare alla sua conformazione attuale, il tutto nel quadro delle nuove disposizioni legislative di incentivazione e dall’ampio orizzonte delineato dal Contratto Collettivo Nazionale di settore. Dallo studio dell’impianto istituito in Fincantieri attraverso la contrattazione collettiva emergono importanti risultati ed è possibile individuare un insieme ampio di ricadute positive in termini sia di miglioramento del clima aziendale, aumento del tasso di fidelizzazione dei dipendenti, capacità attrattiva verso professionalità di alto profilo e risposta ai nuovi bisogni sociali, accrescendo di fatto l’ambito di tutele a disposizione dei dipendenti. In questo senso le misure di assistenza sanitaria integrativa di origine contrattuale costituiscono veri e propri strumenti di gestione delle risorse umane e del benessere organizzativo, soprattutto se inserite in un progetto aziendale consapevole e organizzato. Permangono altresì alcune criticità e sfide future per tutti gli attori delle relazioni industriali, che dovranno rendere il welfare aziendale sempre più “sociale”, innescando un circolo virtuoso dove possa essere sviluppato l’universalismo del welfare integrativo e superare il rischio di accentuare ulteriormente la già esistente frammentarietà ed eterogeneità delle tutele e prestazioni garantite a lavoratori appartenenti a diverse aziende e settori produttivi.File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/87993
URN:NBN:IT:UNISI-87993