La ricerca svolta, ha come sfondo la tematica del recupero e riconversione di parti del costruito in disuso all'interno dei contesti urbani. La ricerca si affianca al Progetto PRIN 2008, coordinato dal Prof. Franco Storelli e dal titolo "I sistemi di beni a rete. Gli edifici industriali dismessi e le linee d’acqua: nuovi ruoli funzionali, spazi, tecniche costruttive e linguaggi nel progetto di recupero" e, in coerenza con tale Progetto, pone l'attenzione sulle preesistenze di archeologia industriale che caratterizzano numerosi centri del basso Lazio. La provincia di Frosinone, e più nello specifico la Valle del Liri, costituisce l'area oggetto di indagine, particolarmente significativa per la presenza di numerosi e antichi impianti di produzione della lana e della carta, legati sin dall'origine principalmente alla presenza della ricca rete fluviale. L'uso di acqua come primaria fonte di energia per la produzione e l'evoluzione delle strutture produttive hanno generato nel tempo una minore qualità delle aree urbane e degli ambiti naturali, compromettendo il carattere originario dei luoghi, segnando il paesaggio e lasciando un enorme patrimonio edilizio in condizioni di abbandono e degrado. In relazione al rapporto instaurato tra il paesaggio industriale e il particolare paesaggio naturale che caratterizza i siti presi in esame, si indica la possibilità di reinterpretare la realtà delle antiche fabbriche in una nuova realtà attraverso la riconversione dei manufatti ad altri ruoli. Nei confronti dell'insieme degli opifici, viene proposta una lettura a sistema, nell'ottica di una loro ricollocazione nei contesti urbani attuali profondamente modificati rispetto al momento di realizzazione, mantenendone i valori originari. E' quindi considerata la possibilità che questi sistemi possano dar luogo ad un circuito di nuove funzioni, e in questo senso, di prefigurare una nuova rete di strutture in grado di erogare servizi a livello locale o anche regionale. Le cartiere sorte nel tempo hanno rivestito, fino allo scorso secolo, una grande importanza per il territorio di appartenenza originando un singolare apparato costruito lungo le linee d'acqua, coinvolgendo il territorio oltre la scala locale. Si tratta di insediamenti industriali privati della loro funzione originaria durante gli ultimi venti anni del '900, ma che permangono ancora oggi in una particolare relazione con i caratteri di identità dei luoghi, il tessuto urbano e il paesaggio. Proprio questo rapporto di interdipendenza tra l'ambito naturale e l'ambito artificiale è esplorato nel lavoro di ricerca attraverso lo studio e le analisi a diverse scale: sono indagati sia i diversi sistemi che strutturano il contesto urbano e territoriale caratterizzanti i luoghi, sia i singoli opifici in disuso. L'aera specifica presa a riferimento è circoscritta al centro urbano di Isola del Liri, caratterizzato dalla concentrazione di una notevole quantità di cartiere, la maggior parte delle quali in disuso, distribuite lungo il fiume Liri e affiancate a suggestive cascate naturali, dove i salti di quota del terreno garantiscono maggiore portata d'acqua, un tempo utile alla produzione. Le analisi svolte, in riferimento ai casi di studio, sono legate al rapporto tra gli aspetti tipologici della cartiera, l'apparato costruttivo, gli aspetti spaziali, la relazione con il contesto. Oltre al valore storico - documentale a testimonianza di una importante realtà produttiva nei luoghi di appartenenza, ancora oggi percepibile nei siti, altri valori sono stati riconosciuti alle cartiere tra cui quello delle spazialità interne.

Analisi e prospettive per i complessi industriali dismessi. Il caso delle ex cartiere di Isola del Liri in provincia di Frosinone

LEGGIERI, ELISABETTA
2013

Abstract

La ricerca svolta, ha come sfondo la tematica del recupero e riconversione di parti del costruito in disuso all'interno dei contesti urbani. La ricerca si affianca al Progetto PRIN 2008, coordinato dal Prof. Franco Storelli e dal titolo "I sistemi di beni a rete. Gli edifici industriali dismessi e le linee d’acqua: nuovi ruoli funzionali, spazi, tecniche costruttive e linguaggi nel progetto di recupero" e, in coerenza con tale Progetto, pone l'attenzione sulle preesistenze di archeologia industriale che caratterizzano numerosi centri del basso Lazio. La provincia di Frosinone, e più nello specifico la Valle del Liri, costituisce l'area oggetto di indagine, particolarmente significativa per la presenza di numerosi e antichi impianti di produzione della lana e della carta, legati sin dall'origine principalmente alla presenza della ricca rete fluviale. L'uso di acqua come primaria fonte di energia per la produzione e l'evoluzione delle strutture produttive hanno generato nel tempo una minore qualità delle aree urbane e degli ambiti naturali, compromettendo il carattere originario dei luoghi, segnando il paesaggio e lasciando un enorme patrimonio edilizio in condizioni di abbandono e degrado. In relazione al rapporto instaurato tra il paesaggio industriale e il particolare paesaggio naturale che caratterizza i siti presi in esame, si indica la possibilità di reinterpretare la realtà delle antiche fabbriche in una nuova realtà attraverso la riconversione dei manufatti ad altri ruoli. Nei confronti dell'insieme degli opifici, viene proposta una lettura a sistema, nell'ottica di una loro ricollocazione nei contesti urbani attuali profondamente modificati rispetto al momento di realizzazione, mantenendone i valori originari. E' quindi considerata la possibilità che questi sistemi possano dar luogo ad un circuito di nuove funzioni, e in questo senso, di prefigurare una nuova rete di strutture in grado di erogare servizi a livello locale o anche regionale. Le cartiere sorte nel tempo hanno rivestito, fino allo scorso secolo, una grande importanza per il territorio di appartenenza originando un singolare apparato costruito lungo le linee d'acqua, coinvolgendo il territorio oltre la scala locale. Si tratta di insediamenti industriali privati della loro funzione originaria durante gli ultimi venti anni del '900, ma che permangono ancora oggi in una particolare relazione con i caratteri di identità dei luoghi, il tessuto urbano e il paesaggio. Proprio questo rapporto di interdipendenza tra l'ambito naturale e l'ambito artificiale è esplorato nel lavoro di ricerca attraverso lo studio e le analisi a diverse scale: sono indagati sia i diversi sistemi che strutturano il contesto urbano e territoriale caratterizzanti i luoghi, sia i singoli opifici in disuso. L'aera specifica presa a riferimento è circoscritta al centro urbano di Isola del Liri, caratterizzato dalla concentrazione di una notevole quantità di cartiere, la maggior parte delle quali in disuso, distribuite lungo il fiume Liri e affiancate a suggestive cascate naturali, dove i salti di quota del terreno garantiscono maggiore portata d'acqua, un tempo utile alla produzione. Le analisi svolte, in riferimento ai casi di studio, sono legate al rapporto tra gli aspetti tipologici della cartiera, l'apparato costruttivo, gli aspetti spaziali, la relazione con il contesto. Oltre al valore storico - documentale a testimonianza di una importante realtà produttiva nei luoghi di appartenenza, ancora oggi percepibile nei siti, altri valori sono stati riconosciuti alle cartiere tra cui quello delle spazialità interne.
10-dic-2013
Italiano
recupero urbano
STORELLI, Franco
STORELLI, Franco
Università degli Studi di Roma "La Sapienza"
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Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:UNIROMA1-88004