Il mio lavoro di ricerca dottorale si concentra sul rapporto tra Architettura e Animale. Riflettere su tale rapporto significa sia ripensare i principi teorici e pratici che hanno fondato l’architettura, sia mettere in discussione la tendenza a considerare l’architettura come una questione esclusivamente umana e come disciplina utile solo ad addomesticare lo spazio. Pertanto, da una parte mi interessa analizzare le modalità attraverso cui l’Architettura, come sapere teorico/pratico costituitosi nell’occidente moderno e contemporaneo, ha partecipato alla costruzione di una logica binaria e gerarchizzante tra umano e non-umano. In particolar modo analizzo le strutture di trasformazione e di privazione animale quali: zoo, mattatoi, architetture ostili, che occupano una posizione centrale all’interno dell’assetto urbano e che spesso sono considerate strutture architettoniche di rilievo, ma che allo stesso tempo sono costruite, unicamente per soddisfare il complesso intreccio di esotizzazione/dominio che veicola il rapporto tra umano e non umano. Dall’altra parte mi interessa indagare il progetto Architettonico come mezzo potenzialmente sovversivo capace di generare processi di decostruzione e di invenzione di concetti/pratiche per la creazione di spazi ibridi/multispecie. In questo caso analizzo spazi come i Santuari/Installazioni/Progetti urbani come luoghi di dissidenza dello sguardo dove lo spazio diventa un luogo in cui intercorrono dinamiche relazionali di co-esistenza. A tal proposito è mio interesse indagare la proliferazione di spazi ibridi all’interno dei quali possano prendere corpo alleanze con le alterità segmentate come mostruose: gli animali. L’obiettivo di questo lavoro di tesi è dunque quello di esplorare e mappare le modalità attraverso cui gli attori animali sono emersi all’interno dello spazio urbanizzato, per seguire le tracce che li hanno strutturati come soggetti suscettibili a differenti processi di inclusione/esclusione. Infine, è mia intenzione sviluppare una contra-teoria teratologica dello spazio urbano ed architettonico, capace di ri-tessere le spaccature e le lacerazioni fabbricate dal paradigma vitruviano.

Spazi mostruosi: per un'architettura trans-specie

Filosa, Francesca
2023

Abstract

Il mio lavoro di ricerca dottorale si concentra sul rapporto tra Architettura e Animale. Riflettere su tale rapporto significa sia ripensare i principi teorici e pratici che hanno fondato l’architettura, sia mettere in discussione la tendenza a considerare l’architettura come una questione esclusivamente umana e come disciplina utile solo ad addomesticare lo spazio. Pertanto, da una parte mi interessa analizzare le modalità attraverso cui l’Architettura, come sapere teorico/pratico costituitosi nell’occidente moderno e contemporaneo, ha partecipato alla costruzione di una logica binaria e gerarchizzante tra umano e non-umano. In particolar modo analizzo le strutture di trasformazione e di privazione animale quali: zoo, mattatoi, architetture ostili, che occupano una posizione centrale all’interno dell’assetto urbano e che spesso sono considerate strutture architettoniche di rilievo, ma che allo stesso tempo sono costruite, unicamente per soddisfare il complesso intreccio di esotizzazione/dominio che veicola il rapporto tra umano e non umano. Dall’altra parte mi interessa indagare il progetto Architettonico come mezzo potenzialmente sovversivo capace di generare processi di decostruzione e di invenzione di concetti/pratiche per la creazione di spazi ibridi/multispecie. In questo caso analizzo spazi come i Santuari/Installazioni/Progetti urbani come luoghi di dissidenza dello sguardo dove lo spazio diventa un luogo in cui intercorrono dinamiche relazionali di co-esistenza. A tal proposito è mio interesse indagare la proliferazione di spazi ibridi all’interno dei quali possano prendere corpo alleanze con le alterità segmentate come mostruose: gli animali. L’obiettivo di questo lavoro di tesi è dunque quello di esplorare e mappare le modalità attraverso cui gli attori animali sono emersi all’interno dello spazio urbanizzato, per seguire le tracce che li hanno strutturati come soggetti suscettibili a differenti processi di inclusione/esclusione. Infine, è mia intenzione sviluppare una contra-teoria teratologica dello spazio urbano ed architettonico, capace di ri-tessere le spaccature e le lacerazioni fabbricate dal paradigma vitruviano.
7-lug-2023
Italiano
Progetto; architettura; ricerca; teoria; antispecismo
GAMBARDELLA, CHERUBINO
Università degli Studi di Roma "La Sapienza"
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/88096
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:UNIROMA1-88096