“Autorappresentazione dell’Unione europea. Verso uno shift comunicativo” è il titolo del lavoro che parte da una considerazione di fondo: l’esistenza di uno iato tra gli sforzi di comunicazione dell’UE ed i gradi di conoscenza, affiliazione e sentimento di appartenenza al progetto europeo da parte dei cittadini europei; tematiche tornate alla ribalta in occasione delle narrazioni e dei dibattiti trainati dalle celebrazioni dei Sessant’Anni dei Trattati di Roma. È noto l’atteggiamento profondamente prodromico dell’UE nei confronti della comunicazione istituzionale: l’UE ha sdoganato tecniche, messaggi e format innovativi, fronteggiando numerose difficoltà strutturali, a partire dal regime multilingue. Tuttavia, restano problematici la rappresentazione sui media dell’UE, il sentimento di cittadinanza e l’engagement democratico: ad esempio, difficoltà di penetrazione mediale e (unwitted) bias si mescolano a populismi, crisi economica ed a tutta un’altra serie di elementi, spesso estranei al raggio di azione della comunicazione, che corroborano una determinata percezione. Per descrivere e sondare l’implementazione della comunicazione ed inquadrare in maniera funzionale il problema, è stato necessario delimitare gli ambiti di indagine ad una prospettiva interna, concentrandosi sull’organizzazione e sulla strategia di comunicazione prodotta dall’UE, in quanto un’analisi della rappresentazione tout court dell’UE, avrebbe anche comportato una prospettiva esterna, inquadrata sul newsmaking. Come sostegno scientifico è stata sfruttata una prospettiva multidisciplinare derivante dalle scienze sociali, politiche e dell’organizzazione. L’impianto teorico scinde il lavoro in tre macro-comparti principali: i primi tre capitoli abbracciano una base scientifica ed empirica per inquadrare e descrivere l’oggetto di indagine in maniera funzionale agli altri capitoli; il quarto capitolo è utile per offrire un riscontro pratico agli approfondimenti precedenti; il quinto capitolo è la sede per esporre una proposta comunicativa. Il primo capitolo fornisce le principali basi epistemologiche per sostenere l’impianto teorico della tesi. Tale background permette di analizzare la questione identitaria, chiamando a sé (prevalentemente) teorie di stampo sociologico e politologico; di sondare la questione riguardante le dinamiche di civic engagement, anche alla luce degli entusiasmi (poi sopiti) delle nuove possibilità dei social media; di sfruttare le teorie delle relazioni pubbliche e dell’organizzazione aziendale per l’analisi della comunicazione dell’UE. Il secondo capitolo riguarda il contesto nel quale l’UE comunica, prevalentemente attraverso i dati dell’Eurobarometro, sviluppando una metodologia di analisi e giungendo alla costruzione di una matrice “sentimento di cittadinanza/fabbisogno informativo” che sarà poi funzionale all’elaborazione della proposta comunicativa. Il terzo capitolo si focalizza sulla comunicazione dell’UE, analizzandone l’evoluzione e l’organizzazione, con particolare riferimento alla Commissione europea, recuperando le teorie organizzative esposte nel primo capitolo. Con il quarto capitolo, la ricerca prosegue con l’analisi della comunicazione della campagna di “Invest EU” per comprenderne la declinazione dal livello centralizzato di Bruxelles, al livello locale. Il quinto capitolo ospita una proposta comunicativa. Quest’ultima prende in considerazione le analisi e le metodologie precedenti e ha carattere anche di format/metodologia di comunicazione, proponendo di partire da una base identitaria per elaborare dei core content per la comunicazione corporate dell’UE, in una necessaria prospettiva di continuo raccordo multilivello, puntando ad un cambiamento comunicativo, uno shift.

Autorappresentazione dell’Unione europea. Verso uno shift comunicativo

BONAVOLONTA', MARIANO
2018

Abstract

“Autorappresentazione dell’Unione europea. Verso uno shift comunicativo” è il titolo del lavoro che parte da una considerazione di fondo: l’esistenza di uno iato tra gli sforzi di comunicazione dell’UE ed i gradi di conoscenza, affiliazione e sentimento di appartenenza al progetto europeo da parte dei cittadini europei; tematiche tornate alla ribalta in occasione delle narrazioni e dei dibattiti trainati dalle celebrazioni dei Sessant’Anni dei Trattati di Roma. È noto l’atteggiamento profondamente prodromico dell’UE nei confronti della comunicazione istituzionale: l’UE ha sdoganato tecniche, messaggi e format innovativi, fronteggiando numerose difficoltà strutturali, a partire dal regime multilingue. Tuttavia, restano problematici la rappresentazione sui media dell’UE, il sentimento di cittadinanza e l’engagement democratico: ad esempio, difficoltà di penetrazione mediale e (unwitted) bias si mescolano a populismi, crisi economica ed a tutta un’altra serie di elementi, spesso estranei al raggio di azione della comunicazione, che corroborano una determinata percezione. Per descrivere e sondare l’implementazione della comunicazione ed inquadrare in maniera funzionale il problema, è stato necessario delimitare gli ambiti di indagine ad una prospettiva interna, concentrandosi sull’organizzazione e sulla strategia di comunicazione prodotta dall’UE, in quanto un’analisi della rappresentazione tout court dell’UE, avrebbe anche comportato una prospettiva esterna, inquadrata sul newsmaking. Come sostegno scientifico è stata sfruttata una prospettiva multidisciplinare derivante dalle scienze sociali, politiche e dell’organizzazione. L’impianto teorico scinde il lavoro in tre macro-comparti principali: i primi tre capitoli abbracciano una base scientifica ed empirica per inquadrare e descrivere l’oggetto di indagine in maniera funzionale agli altri capitoli; il quarto capitolo è utile per offrire un riscontro pratico agli approfondimenti precedenti; il quinto capitolo è la sede per esporre una proposta comunicativa. Il primo capitolo fornisce le principali basi epistemologiche per sostenere l’impianto teorico della tesi. Tale background permette di analizzare la questione identitaria, chiamando a sé (prevalentemente) teorie di stampo sociologico e politologico; di sondare la questione riguardante le dinamiche di civic engagement, anche alla luce degli entusiasmi (poi sopiti) delle nuove possibilità dei social media; di sfruttare le teorie delle relazioni pubbliche e dell’organizzazione aziendale per l’analisi della comunicazione dell’UE. Il secondo capitolo riguarda il contesto nel quale l’UE comunica, prevalentemente attraverso i dati dell’Eurobarometro, sviluppando una metodologia di analisi e giungendo alla costruzione di una matrice “sentimento di cittadinanza/fabbisogno informativo” che sarà poi funzionale all’elaborazione della proposta comunicativa. Il terzo capitolo si focalizza sulla comunicazione dell’UE, analizzandone l’evoluzione e l’organizzazione, con particolare riferimento alla Commissione europea, recuperando le teorie organizzative esposte nel primo capitolo. Con il quarto capitolo, la ricerca prosegue con l’analisi della comunicazione della campagna di “Invest EU” per comprenderne la declinazione dal livello centralizzato di Bruxelles, al livello locale. Il quinto capitolo ospita una proposta comunicativa. Quest’ultima prende in considerazione le analisi e le metodologie precedenti e ha carattere anche di format/metodologia di comunicazione, proponendo di partire da una base identitaria per elaborare dei core content per la comunicazione corporate dell’UE, in una necessaria prospettiva di continuo raccordo multilivello, puntando ad un cambiamento comunicativo, uno shift.
28-feb-2018
Italiano
Unione europea; Comunicazione; Commissione europea; Relazioni Pubbliche; Citizens Engagement
FABIANO, MAURO ANTONIO
NATALE, LUCIA ANNA
CAMPELLI, Vincenzo
Università degli Studi di Roma "La Sapienza"
File in questo prodotto:
File Dimensione Formato  
Tesi dottorato Bonavolontà

accesso aperto

Dimensione 280.63 MB
Formato Unknown
280.63 MB Unknown Visualizza/Apri

I documenti in UNITESI sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/89319
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:UNIROMA1-89319