Il progetto di ricerca presentato di seguito è il risultato dell'incontro di due fattori interconnessi: da un lato i risultati di uno studio preliminare sulla capacità degli studenti dei corsi di laurea “Mediazione Linguistica e Culturale” e “Lingue, Letterature e Culture Moderne” di analizzare e valutare la traduzione di prodotti audiovisivi, e dall'altro l'analisi della letteratura più recente in materia di apprendimento linguistico e audiovisivi, in particolare del sottotitolaggio interlinguistico attivo. Dal primo risulta che le competenze acquisite nell'arco del triennio non sono sempre sufficienti a garantire abilità linguistiche e traduttive soddisfacenti, in particolare persiste un approccio quasi letterale al testo, mentre dalla seconda emergono risultati incoraggianti (anche se gli studi condotti finora sono pochi e su campioni limitati) riguardo l'uso del sottotitolaggio nella didattica delle lingue straniere. La necessità quindi di allontanare gli studenti dall'approccio parola per parola da un lato e le caratteristiche intrinseche al sottotitolaggio interlinguistico (cioè le limitazioni di tempo e spazio a cui il testo deve sottostare) nonchè al testo audiovisivo in generale dall'altro sono il punto di partenza di questa tesi. Anche se nel Quadro Comune Europeo di Riferimento (QCER) la traduzione è riconosciuta come parte integrante delle attività necessarie all'apprendimento linguistico, il suo status non appare ancora del tutto chiaro poichè questa viene volte inclusa nelle abilità di ricezione e produzione. La mancanza di specifici descrittori, poi, contribuisce a lasciare nell'incertezza il ruolo della traduzione nell'apprendimento linguistico. A tale scopo è stata elaborata e implementata una metodologia basata sull'utilizzo di due software: LvS 2.5.2, un simulatore di sottotitoli creato a scopi didattici e Translog 2006, che permette di registrare tutti i movimenti effettuati dal cursore e le battute della tastiera di un computer. Il primo è stato utilizzato per l'analisi sia dei processi che dei prodotti risultanti dalla traduzione di testi audiovisivi, mentre il secondo per la creazione di sottotitoli dall'inglese all'italiano. Uno degli aspetti innovativi del progetto sta proprio nella combinazione di questi due software per l'esplorazione e lo sviluppo della competenza linguistico/traduttiva di apprendenti di lingua inglese L2. La prima fase di sperimentazione è consistita in uno studio pilota con 18 volontari frequentanti il terzo anno del corso di laurea “Mediazione Linguistica e Culturale” della durata di 3 lezioni. Lo scopo principale era quello di testare le reazioni degli studenti all'utilizzo dei due software e affinare la metodologia, nonchè la qualità del materiale didattico. Questo ha permesso di ottenere risposte positive da parte degli studenti e anche dati preliminari utili alla sperimentazione successiva riguardanti i processi di traduzione. Il dato più significativo emerso è che circa il 40% degli studenti osservati non legge il testo prima di tradurlo, con conseguenze negative sulla velocità di esecuzione e la qualità delle traduzioni. Lo studio principale si è tenuto con un campione di studenti più ampio (27) su un periodo di circa due mesi (10 lezioni). Gli studenti sono stati sottoposti ad un'attività iniziale di profiling in modo da individuarne lo stile traduttivo e la competenza di partenza e sono stati introdotti all'uso dei software. Le attività proposte durante il corso sono state strutturate in fasi che rispecchiano quelle del processo di traduzione (orientamento, elaborazione e revisione). Perciò ogni lezione consisteva in una fase di visione collettiva del materiale audiovisivo e di commento da parte degli studenti riguardo al contenuto e ai possibili problemi di traduzione, in una fase di traduzione con Translog e di trasposizione su LvS e infine una fase di discussione di gruppo delle soluzioni proposte. Il materiale è stato somministrato sulla base del learner-centred approach, in cui l'insegnante aveva un ruolo di facilitatrice e incoraggiando il più possibile il dialogo critico tra studenti piuttosto che imporre il proprio punto di vista. La definizione di competenza di riferimento per lo studio e l'analisi è quella proposta dal gruppo PACTE (“the underlying system of knowledge required to translate”). I testi audiovisivi proposti agli studenti sono stati selezionati considerando una serie di “Rich Points”, che hanno costituito poi l'oggetto specifico dell'analisi quantitativa e qualitativa. E' stata posta particolare attenzione alla durata delle tre fasi fondamentali del processo traduttivo e la loro evoluzione, alla durata delle pause, al numero di rielaborazioni e alla qualità della resa finale dei Rich Points. Inoltre la performance traduttiva del gruppo sperimentale è stata confrontata con quella di un gruppo di controllo per una migliore validazione dei dati. I risultati ottenuti dallo studio hanno contribuito a fornire preziose informazioni riguardo allo stile e alle tecniche di traduzione degli apprendenti e sembrano incoraggiare l'utilizzo di questa pratica nell'insegnamento delle lingue straniere attraverso l'analisi e la traduzione di materiale audiovisivo. Sono infatti stati riscontrati miglioramenti rispetto al gruppo di controllo sia nell'approccio alla traduzione in generale che a specifici problemi considerati rappresentativi delle difficoltà più diffuse in traduzione.

Acquiring Translation Competence through the Use of Subtitling. Enhancing Language Learning through Translation and Translating.

PANIZZON, RAFFAELLA
2013

Abstract

Il progetto di ricerca presentato di seguito è il risultato dell'incontro di due fattori interconnessi: da un lato i risultati di uno studio preliminare sulla capacità degli studenti dei corsi di laurea “Mediazione Linguistica e Culturale” e “Lingue, Letterature e Culture Moderne” di analizzare e valutare la traduzione di prodotti audiovisivi, e dall'altro l'analisi della letteratura più recente in materia di apprendimento linguistico e audiovisivi, in particolare del sottotitolaggio interlinguistico attivo. Dal primo risulta che le competenze acquisite nell'arco del triennio non sono sempre sufficienti a garantire abilità linguistiche e traduttive soddisfacenti, in particolare persiste un approccio quasi letterale al testo, mentre dalla seconda emergono risultati incoraggianti (anche se gli studi condotti finora sono pochi e su campioni limitati) riguardo l'uso del sottotitolaggio nella didattica delle lingue straniere. La necessità quindi di allontanare gli studenti dall'approccio parola per parola da un lato e le caratteristiche intrinseche al sottotitolaggio interlinguistico (cioè le limitazioni di tempo e spazio a cui il testo deve sottostare) nonchè al testo audiovisivo in generale dall'altro sono il punto di partenza di questa tesi. Anche se nel Quadro Comune Europeo di Riferimento (QCER) la traduzione è riconosciuta come parte integrante delle attività necessarie all'apprendimento linguistico, il suo status non appare ancora del tutto chiaro poichè questa viene volte inclusa nelle abilità di ricezione e produzione. La mancanza di specifici descrittori, poi, contribuisce a lasciare nell'incertezza il ruolo della traduzione nell'apprendimento linguistico. A tale scopo è stata elaborata e implementata una metodologia basata sull'utilizzo di due software: LvS 2.5.2, un simulatore di sottotitoli creato a scopi didattici e Translog 2006, che permette di registrare tutti i movimenti effettuati dal cursore e le battute della tastiera di un computer. Il primo è stato utilizzato per l'analisi sia dei processi che dei prodotti risultanti dalla traduzione di testi audiovisivi, mentre il secondo per la creazione di sottotitoli dall'inglese all'italiano. Uno degli aspetti innovativi del progetto sta proprio nella combinazione di questi due software per l'esplorazione e lo sviluppo della competenza linguistico/traduttiva di apprendenti di lingua inglese L2. La prima fase di sperimentazione è consistita in uno studio pilota con 18 volontari frequentanti il terzo anno del corso di laurea “Mediazione Linguistica e Culturale” della durata di 3 lezioni. Lo scopo principale era quello di testare le reazioni degli studenti all'utilizzo dei due software e affinare la metodologia, nonchè la qualità del materiale didattico. Questo ha permesso di ottenere risposte positive da parte degli studenti e anche dati preliminari utili alla sperimentazione successiva riguardanti i processi di traduzione. Il dato più significativo emerso è che circa il 40% degli studenti osservati non legge il testo prima di tradurlo, con conseguenze negative sulla velocità di esecuzione e la qualità delle traduzioni. Lo studio principale si è tenuto con un campione di studenti più ampio (27) su un periodo di circa due mesi (10 lezioni). Gli studenti sono stati sottoposti ad un'attività iniziale di profiling in modo da individuarne lo stile traduttivo e la competenza di partenza e sono stati introdotti all'uso dei software. Le attività proposte durante il corso sono state strutturate in fasi che rispecchiano quelle del processo di traduzione (orientamento, elaborazione e revisione). Perciò ogni lezione consisteva in una fase di visione collettiva del materiale audiovisivo e di commento da parte degli studenti riguardo al contenuto e ai possibili problemi di traduzione, in una fase di traduzione con Translog e di trasposizione su LvS e infine una fase di discussione di gruppo delle soluzioni proposte. Il materiale è stato somministrato sulla base del learner-centred approach, in cui l'insegnante aveva un ruolo di facilitatrice e incoraggiando il più possibile il dialogo critico tra studenti piuttosto che imporre il proprio punto di vista. La definizione di competenza di riferimento per lo studio e l'analisi è quella proposta dal gruppo PACTE (“the underlying system of knowledge required to translate”). I testi audiovisivi proposti agli studenti sono stati selezionati considerando una serie di “Rich Points”, che hanno costituito poi l'oggetto specifico dell'analisi quantitativa e qualitativa. E' stata posta particolare attenzione alla durata delle tre fasi fondamentali del processo traduttivo e la loro evoluzione, alla durata delle pause, al numero di rielaborazioni e alla qualità della resa finale dei Rich Points. Inoltre la performance traduttiva del gruppo sperimentale è stata confrontata con quella di un gruppo di controllo per una migliore validazione dei dati. I risultati ottenuti dallo studio hanno contribuito a fornire preziose informazioni riguardo allo stile e alle tecniche di traduzione degli apprendenti e sembrano incoraggiare l'utilizzo di questa pratica nell'insegnamento delle lingue straniere attraverso l'analisi e la traduzione di materiale audiovisivo. Sono infatti stati riscontrati miglioramenti rispetto al gruppo di controllo sia nell'approccio alla traduzione in generale che a specifici problemi considerati rappresentativi delle difficoltà più diffuse in traduzione.
27-feb-2013
Inglese
Competenza traduttiva/Translation competence, competenza linguistica/language competence, sottotitolaggio/subtitling
MUSACCHIO, MARIA TERESA
BENACCHIO, ROSANNA
Università degli studi di Padova
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