La prima eta' moderna in Inghilterra fu caratterizzata da una riscoperta della scrittura femminile; le donne inglesi si avvicinarono ad essa, ognuna con motivi ed intenti differenti, conseguendo risultati assai disparati. Alcune di esse espressero problematiche tipicamente femminili, altre trattarono temi del loro tempo, sul versante della religione, della politica e della cultura. La mia tesi ha lo scopo di rafforzare l'inclusione di Elizabeth Cary nel canone letterario inglese delle prime donne drammaturghe, attraverso l'analisi delle nuove possibili connessioni con altri testi del periodo che avrebbero potuto influenzare il suo tentativo di riscrittura di un fatto storico, ovvero l'unione di Erode il Grande alla sua seconda moglie, nel dramma The Tragedy of Mariam, pubblicato nel 1613. La mia tesi si sviluppa in due parti. Il primo inquadramento teorico si configura in due capitoli. Il primo capitolo della tesi e' una rassegna critica degli studi relativi alla storia e ricezione della tragedia di Elizabeth Cary, con lo scopo di comprendere al meglio le modalita' con le quali gli studiosi hanno analizzato, interpretato e raccontato la tragedia negli ultimi cento anni. Partendo dalle informazioni sulla vita privata e professionale dell'autrice stessa, riportate in gran parte nella sua biografia, cerco di confrontare le ricostruzioni ed i giudizi degli studiosi moderni e contemporanei sulla storia ed il significato della tragedia, anche in occasione dell'uscita delle varie edizioni del testo e degli spettacoli teatrali degli ultimi vent'anni; questi ultimi alquanto inaspettati dato che si tratta di un 'closet drama'. Nella sintesi degli studi sul testo di Cary, dopo averne verificato la natura e gli scopi delle varie critiche, traggo le conclusioni che la tragedia e' stata sottoposta a varie e ripetute letture, secondo ritmi e tempi che dipendono dalla situazione storica in cui gli studiosi hanno concepito la propria analisi, ovvero sono intervenuti a rettificare, precisare, o anche cambiare la lettura di Mariam. Nel secondo capitolo, invece, mi interrogo sulle capacita' letterarie della scrittrice, provando a capire le problematicita' e le dinamiche del suo possibile percorso di apprendimento nella prima eta' moderna in Inghilterra, e quindi anche sulla possibilita' di acceso alle potenziali fonti della tragedia. Questo capitolo, infatti, include anche un resoconto di studi fatti finora sulle fonti della sua tragedia, di particolare rilievo per concentrare la mia attenzione nella seconda parte della tesi, che e' uno studio esclusivamente comparativo su alcune delle fonti primarie dell'opera, sia quelle accertate, ovvero Antichita' giudaiche di Flavio Giuseppe, scritta nel 93-94 A.D. circa, e Guerra giudaica, scritta tra il 69 ed il 79 A.D., oggetto dell'analisi nel terzo capitolo, che quelle meno esplorate, quali la Bibbia e i drammi medievali inglesi; entrambi le fonti sono oggetto dell'analisi nel quarto capitolo. Infatti, una volta approntato l'apparato storico-teorico-critico, entro nel vivo della fase di analisi del testo ed il confronto diretto con le suddette fonti. La tragedia di Cary, a quanto pare, non e' solo un documento storico e socio-politico, che stabilisce l'affiliazione di Cary alle convenzioni letterarie del periodo; puo' anche essere considerata un testo che dimostra le capacita' letterarie di Cary nel rielaborare le importanti fonti storiche sul secondo matrimonio di Erode il Grande, oltre che integrare numerosi elementi nella messa in scena early modern di Erode dalle fonti bibliche e testi teatrali inglesi medievali, di cui Erode fu un indiscusso protagonista. Ogni rivisitazione del mito deve essere considerata come esempio a se stante, specie quando le dinamiche della trama differiscono a volte dal punto di partenza; per questo motivo l'analisi del terzo capitolo serve a ricordare in prima battuta quanto la trama della tragedia di Cary sia relativamente simile al racconto originale di Flavio Giuseppe, per ora considerato l'unica fonte primaria certa di Mariam. Questo studio costituisce la base per un'analisi piu' approfondita della figura di Erode, in particolare, nel quarto capitolo, in quanto risulta essere l'unico protagonista caratterizzato da una massiccia presenza in molteplici testi, scritti prima di Mariam. Sembrerebbe, infatti, che i vari Herod-protagonisti dei racconti biblici abbiano potuto ulteriormente rafforzare il modo di mettere in scena il personaggio di Cary. Inoltre, nel Quattrocento e Cinquecento inglese, numerosi testi teatrali a sfondo biblico si occuparono della figura di Erode, ed il successo che riscossero, resero questo personaggio un autentico punto di riferimento nella storia della letteratura inglese. Dietro il mito di Erode ci fu l'evoluzione di un archetipo; cambiarono gli eventi storici, si modificarono i modi di metterlo in scena, riproponendo tuttavia la sua leggenda; questa considerazione mi ha quindi spinta ad interrogarmi su quanto questo fenomeno avrebbe potuto influenzare la messa in scena di Erode da parte di Cary. Lo scopo della mia analisi e' infatti dimostrare che Cary, a quanto pare, fece ampio uso di svariati testi su Erode; l'autrice riorganizzo' e reinvento' il materiale disponibile su Erode. Il re divenne cosi per Cary un personaggio che raccoglie in se' determinate caratteristiche da diverse fonti, ovvero quelle che alla scrittrice sembrarono essere degne di potenziamento, come il rancore, la rabbia, la feroce volonta' di vendicarsi, ma anche il suo amore senza confini verso Mariamme, che prima di svolgere una qualsiasi funzione sociale, in quanto elementi di una metafora letteraria, servirono sostanzialmente a ricordare il mito stesso.
"When she hath spacious ground to walk upon, Why on the ridge should she desire to go?": The influence of the Herod-Mariamme myth on Elizabeth Cary's The Tragedy of Mariam
KACKA, KATARZYNA
2016
Abstract
La prima eta' moderna in Inghilterra fu caratterizzata da una riscoperta della scrittura femminile; le donne inglesi si avvicinarono ad essa, ognuna con motivi ed intenti differenti, conseguendo risultati assai disparati. Alcune di esse espressero problematiche tipicamente femminili, altre trattarono temi del loro tempo, sul versante della religione, della politica e della cultura. La mia tesi ha lo scopo di rafforzare l'inclusione di Elizabeth Cary nel canone letterario inglese delle prime donne drammaturghe, attraverso l'analisi delle nuove possibili connessioni con altri testi del periodo che avrebbero potuto influenzare il suo tentativo di riscrittura di un fatto storico, ovvero l'unione di Erode il Grande alla sua seconda moglie, nel dramma The Tragedy of Mariam, pubblicato nel 1613. La mia tesi si sviluppa in due parti. Il primo inquadramento teorico si configura in due capitoli. Il primo capitolo della tesi e' una rassegna critica degli studi relativi alla storia e ricezione della tragedia di Elizabeth Cary, con lo scopo di comprendere al meglio le modalita' con le quali gli studiosi hanno analizzato, interpretato e raccontato la tragedia negli ultimi cento anni. Partendo dalle informazioni sulla vita privata e professionale dell'autrice stessa, riportate in gran parte nella sua biografia, cerco di confrontare le ricostruzioni ed i giudizi degli studiosi moderni e contemporanei sulla storia ed il significato della tragedia, anche in occasione dell'uscita delle varie edizioni del testo e degli spettacoli teatrali degli ultimi vent'anni; questi ultimi alquanto inaspettati dato che si tratta di un 'closet drama'. Nella sintesi degli studi sul testo di Cary, dopo averne verificato la natura e gli scopi delle varie critiche, traggo le conclusioni che la tragedia e' stata sottoposta a varie e ripetute letture, secondo ritmi e tempi che dipendono dalla situazione storica in cui gli studiosi hanno concepito la propria analisi, ovvero sono intervenuti a rettificare, precisare, o anche cambiare la lettura di Mariam. Nel secondo capitolo, invece, mi interrogo sulle capacita' letterarie della scrittrice, provando a capire le problematicita' e le dinamiche del suo possibile percorso di apprendimento nella prima eta' moderna in Inghilterra, e quindi anche sulla possibilita' di acceso alle potenziali fonti della tragedia. Questo capitolo, infatti, include anche un resoconto di studi fatti finora sulle fonti della sua tragedia, di particolare rilievo per concentrare la mia attenzione nella seconda parte della tesi, che e' uno studio esclusivamente comparativo su alcune delle fonti primarie dell'opera, sia quelle accertate, ovvero Antichita' giudaiche di Flavio Giuseppe, scritta nel 93-94 A.D. circa, e Guerra giudaica, scritta tra il 69 ed il 79 A.D., oggetto dell'analisi nel terzo capitolo, che quelle meno esplorate, quali la Bibbia e i drammi medievali inglesi; entrambi le fonti sono oggetto dell'analisi nel quarto capitolo. Infatti, una volta approntato l'apparato storico-teorico-critico, entro nel vivo della fase di analisi del testo ed il confronto diretto con le suddette fonti. La tragedia di Cary, a quanto pare, non e' solo un documento storico e socio-politico, che stabilisce l'affiliazione di Cary alle convenzioni letterarie del periodo; puo' anche essere considerata un testo che dimostra le capacita' letterarie di Cary nel rielaborare le importanti fonti storiche sul secondo matrimonio di Erode il Grande, oltre che integrare numerosi elementi nella messa in scena early modern di Erode dalle fonti bibliche e testi teatrali inglesi medievali, di cui Erode fu un indiscusso protagonista. Ogni rivisitazione del mito deve essere considerata come esempio a se stante, specie quando le dinamiche della trama differiscono a volte dal punto di partenza; per questo motivo l'analisi del terzo capitolo serve a ricordare in prima battuta quanto la trama della tragedia di Cary sia relativamente simile al racconto originale di Flavio Giuseppe, per ora considerato l'unica fonte primaria certa di Mariam. Questo studio costituisce la base per un'analisi piu' approfondita della figura di Erode, in particolare, nel quarto capitolo, in quanto risulta essere l'unico protagonista caratterizzato da una massiccia presenza in molteplici testi, scritti prima di Mariam. Sembrerebbe, infatti, che i vari Herod-protagonisti dei racconti biblici abbiano potuto ulteriormente rafforzare il modo di mettere in scena il personaggio di Cary. Inoltre, nel Quattrocento e Cinquecento inglese, numerosi testi teatrali a sfondo biblico si occuparono della figura di Erode, ed il successo che riscossero, resero questo personaggio un autentico punto di riferimento nella storia della letteratura inglese. Dietro il mito di Erode ci fu l'evoluzione di un archetipo; cambiarono gli eventi storici, si modificarono i modi di metterlo in scena, riproponendo tuttavia la sua leggenda; questa considerazione mi ha quindi spinta ad interrogarmi su quanto questo fenomeno avrebbe potuto influenzare la messa in scena di Erode da parte di Cary. Lo scopo della mia analisi e' infatti dimostrare che Cary, a quanto pare, fece ampio uso di svariati testi su Erode; l'autrice riorganizzo' e reinvento' il materiale disponibile su Erode. Il re divenne cosi per Cary un personaggio che raccoglie in se' determinate caratteristiche da diverse fonti, ovvero quelle che alla scrittrice sembrarono essere degne di potenziamento, come il rancore, la rabbia, la feroce volonta' di vendicarsi, ma anche il suo amore senza confini verso Mariamme, che prima di svolgere una qualsiasi funzione sociale, in quanto elementi di una metafora letteraria, servirono sostanzialmente a ricordare il mito stesso.File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/91682
URN:NBN:IT:UNIPD-91682