Le principali cause della perdita di biodiversità sono la degradazione, la frammentazione e la distruzione degli habitat naturali e semi-naturali. In tal senso, loro gestione è fondamentale per preservarne la diversità di caratteri distintivi, nonché per controllare gli impatti del disturbo antropico. Le azioni di conservazione della biodiversità devono essere individuate alle diverse e molteplici scale spaziali alle quali gli effetti della gestione sulle specie e sui processi ecologici si manifestano. La normativa europea, attraverso alcuni importanti strumenti giuridici per la protezione e il miglioramento degli habitat, richiede l'attuazione di specifiche misure di gestione. Ad oggi, le conoscenze degli effetti sulla biodiversità derivanti dalle attività gestionali risultano però limitate e lacunose. Pertanto è necessario che gli sforzi della ricerca siano focalizzati sulla gestione degli habitat, tenendo conto della dinamicità e complessità ambientale e sociale. Ad esempio, le specie esotiche invasive, una delle più importanti minacce alla biodiversità, rappresentano una odierna sfida a livello gestionale. Gli habitat forestali, tra gli altri, meritano una particolare attenzione, in quanto sono ampiamente diffusi e ospitano un elevato numero di specie. La presente ricerca applica un approccio multi-disciplinare ed integrato alla gestione per la conservazione degli habitat, in particolare forestali. La tesi ha l’obiettivo di (i) proporre e testare l'applicazione di approcci integrati allo scopo non solo di identificare una gestione appropriata per la conservazione degli habitat naturali e semi-naturali, ma anche di (ii) conoscere in modo più approfondito gli effetti dell’abbandono delle attività antropiche sulla biodiversità. La tesi è composta da sei articoli scientifici pubblicati o in pubblicazione, dettagliati nel seguito. Nel primo articolo viene presentato e discusso un nuovo approccio metodologico, applicato alle regioni biogeografiche italiane alpina e continentale, allo scopo di identificare gli habitat con maggiori esigenze gestionali finalizzate alla loro conservazione. Nel secondo articolo viene proposto un metodo utile a valutare gli effetti dell’attività antropica sugli habitat e sulle specie utilizzando come caso di studio un piano della viabilità forestale all'interno di un'area protetta. Il terzo articolo offre una visione sulle potenzialità che la gestione forestale può avere nel mitigare gli effetti delle specie esotiche invasive. Attraverso un analisi di paesaggio a più scale spaziali, nel quarto articolo si identificano l’evoluzione degli habitat sottoposti a diverse intensità di gestione, evidenziandone le possibili implicazioni per la conservazione della biodiversità. Nel quinto articolo viene presentata una ricerca che analizza gli effetti dell’abbandono selvicolturale sulle comunità di tre gruppi tassonomici (carabidi, cerambicidi e scolitidi) e il loro habitat di specie. Infine, nel sesto articolo viene investigata la composizione delle comunità della flora vascolare dei boschi che si sono sviluppate a seguito dell’abbandono di aree urbane e peri-urbane. Questa ricerca sottolinea l’importanza che la gestione ha nel mantenere la varietà degli habitat naturali che semi-naturali, in coerenza con gli obiettivi di conservazione europei. Gli approcci innovativi, come quelli presentati nella tesi, sono indispensabili per adeguarsi ai cambiamenti delle condizioni giuridiche, economiche, sociali ed ambientali. Infine, una conoscenza approfondita degli effetti che la gestione e la pianificazione producono sugli habitat e sulle specie è essenziale per perseguire il mantenimento della complessità del paesaggio europeo.

Forest habitat management and conservation priorities: a multi-scale and multi-taxon approach

CAMPAGNARO, THOMAS
2017

Abstract

Le principali cause della perdita di biodiversità sono la degradazione, la frammentazione e la distruzione degli habitat naturali e semi-naturali. In tal senso, loro gestione è fondamentale per preservarne la diversità di caratteri distintivi, nonché per controllare gli impatti del disturbo antropico. Le azioni di conservazione della biodiversità devono essere individuate alle diverse e molteplici scale spaziali alle quali gli effetti della gestione sulle specie e sui processi ecologici si manifestano. La normativa europea, attraverso alcuni importanti strumenti giuridici per la protezione e il miglioramento degli habitat, richiede l'attuazione di specifiche misure di gestione. Ad oggi, le conoscenze degli effetti sulla biodiversità derivanti dalle attività gestionali risultano però limitate e lacunose. Pertanto è necessario che gli sforzi della ricerca siano focalizzati sulla gestione degli habitat, tenendo conto della dinamicità e complessità ambientale e sociale. Ad esempio, le specie esotiche invasive, una delle più importanti minacce alla biodiversità, rappresentano una odierna sfida a livello gestionale. Gli habitat forestali, tra gli altri, meritano una particolare attenzione, in quanto sono ampiamente diffusi e ospitano un elevato numero di specie. La presente ricerca applica un approccio multi-disciplinare ed integrato alla gestione per la conservazione degli habitat, in particolare forestali. La tesi ha l’obiettivo di (i) proporre e testare l'applicazione di approcci integrati allo scopo non solo di identificare una gestione appropriata per la conservazione degli habitat naturali e semi-naturali, ma anche di (ii) conoscere in modo più approfondito gli effetti dell’abbandono delle attività antropiche sulla biodiversità. La tesi è composta da sei articoli scientifici pubblicati o in pubblicazione, dettagliati nel seguito. Nel primo articolo viene presentato e discusso un nuovo approccio metodologico, applicato alle regioni biogeografiche italiane alpina e continentale, allo scopo di identificare gli habitat con maggiori esigenze gestionali finalizzate alla loro conservazione. Nel secondo articolo viene proposto un metodo utile a valutare gli effetti dell’attività antropica sugli habitat e sulle specie utilizzando come caso di studio un piano della viabilità forestale all'interno di un'area protetta. Il terzo articolo offre una visione sulle potenzialità che la gestione forestale può avere nel mitigare gli effetti delle specie esotiche invasive. Attraverso un analisi di paesaggio a più scale spaziali, nel quarto articolo si identificano l’evoluzione degli habitat sottoposti a diverse intensità di gestione, evidenziandone le possibili implicazioni per la conservazione della biodiversità. Nel quinto articolo viene presentata una ricerca che analizza gli effetti dell’abbandono selvicolturale sulle comunità di tre gruppi tassonomici (carabidi, cerambicidi e scolitidi) e il loro habitat di specie. Infine, nel sesto articolo viene investigata la composizione delle comunità della flora vascolare dei boschi che si sono sviluppate a seguito dell’abbandono di aree urbane e peri-urbane. Questa ricerca sottolinea l’importanza che la gestione ha nel mantenere la varietà degli habitat naturali che semi-naturali, in coerenza con gli obiettivi di conservazione europei. Gli approcci innovativi, come quelli presentati nella tesi, sono indispensabili per adeguarsi ai cambiamenti delle condizioni giuridiche, economiche, sociali ed ambientali. Infine, una conoscenza approfondita degli effetti che la gestione e la pianificazione producono sugli habitat e sulle specie è essenziale per perseguire il mantenimento della complessità del paesaggio europeo.
27-gen-2017
Inglese
conservazione della biodiversità/biodiversity conservation; gestione dell'habitat/habitat management; specie esotiche invasive/invasive alien species; Direttiva Habitat/Habitats Directive; ecologia del paesaggio/landscape ecology; ecologia forestale/forest ecology
SITZIA, TOMMASO
PETTENELLA, DAVIDE MATTEO
Università degli studi di Padova
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/91691
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:UNIPD-91691