Le lunghezze d’onda infrarosse contengono delle informazioni fondamentali per descrivere l’origine delle galassie, dei nuclei galattici attivi e, piu' in generale, la storia evolutiva della for- mazione stellare, della produzione dei metalli e dell’accrescimento gravitazionale. In sostanza quindi, rappresentano un punto di vista del tutto complementare a quello investigato dalle piu classiche survey nell’ottico. Tuttavia, i vari processi fisici che si susseguono nella formazione galattica lasciano la loro impronta sulla forma dello spettro di emissione globalmente a tutte le lunghezze d’onda, cias- cuno piu' o meno dominante nei diversi regimi di frequenza. Per questo motivo solo tramite dettagliati studi multi banda sulle propriet`a delle galassie siamo in grado di capire approfonditamente la nature di questo tipo di sorgenti. In questo contesto, un grosso passo avanti `e stato compiuto nell’ultima decade, grazie all’avvento di nuovi telescopi e di grandi survey osservative condotte a tutte le lunghezze d’onda, consentendo quindi, per la prima volta, un reale studio completo, dai raggi X al Radio, delle SED di un significativo numero di galassie. In particolare, gli osservatori spaziali Spitzer ed Herschel stanno dando un grosso contributo in questo senso, permettendo, per la prima volta, osservazioni nel medio-, lontano- infrarosso e nel regime sub-millimetrico campionando diverse lunghezze d’onda. In questo lavoro sfruttiamo diverse survey multibanda condotte in maniera congiunta da Spitzer e Herschel con il fine di studiare le funzioni di luminosita' nelle bande del medio-, lontano-infrarosso e del sub-millimetrico e determinare poi l’evoluzione delle sorgenti infrarosse. Piu' nel dettaglio abbiamo basato la nostra analisi sui dati raccolti nelle survey sia profonde che su grandi aree, e quindi meno profonde, condotte da Spitzer, e nella Herschel Multi-tiered Extragalactic Survey (HerMes, Oliver et al. (2012)) condotta da Herschel. Queste campagne osservative includono le osservazioni piu' profonde e piu' vaste in area mai condotte a queste lunghezze d’onda, analizzando il per lo piu' inesplorato intervallo di lunghezze d’onda infrarosse fino a 500 µm in aree di cielo che vanno dai 0.01 gradi2 ai 10 gradi2 . Inoltre, nella maggior parte delle aree da loro coperte, e' stato possibile sfruttare un considerevole numero di campagne osservative sia fotometriche che spettroscopiche consentendo di raccogliere informazioni anche nelle restanti bande dello spettro elettromagnetico dal lontano ultravioletto al vicino infrarosso (per esempio, GALEX nel lontano e vicino UV, SDSS, INTWFS, CFHTLS e altre nell’ottico, 2MASS e UKIDSS nel vicino IR) ed essere cosı' in grado di caratterizzare dettagliatamente le propriet`a fisiche delle sorgenti rilevate. Una parte del presente lavoro e' stata dedicata alla costruzione e alla validazione del database denominato Spitzer-Selected Multi-Wavelength Wide-Area Data Fusion. In questo database abbiamo combinato i dati nel medio- e lontanto-IR raccolti da Spitzer nelle campagne osservative Spitzer Wide-area InfraRed Extragalactic (SWIRE, Lonsdale et al. (2003)) in sei aree di cielo, Spitzer Deep-Wide Field Survey (SDWFS) nell’area di Bootes, Spitzer Extra- galactic First Look Survey (XFLS) nell’area di XFLS, assieme ai dati nell’UV, nell’Ottico e nel vicino IR, campionando circa 70 gradi2 in totale. Abbiamo sfruttato al massimo l’ampiezza e la ricchezza dei dati raccolti da SDSS e INTWS nell’ottico e da 2MASS e UKIDSS nel vicino-IR, cos`ı come altre osservazioni ottiche ottenute all’interno dei progetti SWIRE, SWDFS e XFLS. Abbiamo cos`ı aggiunto a questa gi`a ricca quantit`a di dati tutte le informazioni spettroscopiche disponibili da SDSS e NED. Il Spitzer Data Fusion rappresenta un ideale punto di partenza per studi sulle propriet`a statistiche delle galassie, come lo studio dettagliato delle distribuzioni di energia spettrale (SED) per la stima dei redshift fotometrici, delle masse e del tasso di formazione stellare (SFR). E`stato usato per validare le osservazioni condotte da Herschel in SDP all’interno del consorzio HerMES e per produrre la prima versione pubblica dei cataloghi SPIRE. E`stato pensato per essere compatibile con le piattaforme rese disponibili dal VO e sar`a reso pubblico assieme ad una collezione di altre quantit`a ancillari come le curve di trasmissione e gli indici di conversione tra magnitudini Vega ed AB per tutti i filtri disponibili. Lo studio delle funzioni di luminosita' e' spesso reso piu' complicato a causa, da un lato, delle difficolta' di condurre osservazioni su grandi aree fino a bassi livelli di flusso, dall’altro delle difficolta' di associare una corretta stima del redshift alle sorgenti man mano osservate. In questo lavoro abbiamo percio' assemblato le osservazioni piu' profonde e su grandi aree di Spitzer ed Herschel con lo scopo di selezionare un campione di galassie infrarosse nel modo piu' completo e affidabile, cosı' come la migliore collezione collezione di dati ancillari UV/Ottico/NIR atti ad identificare le controparti di queste sorgenti e determinarne una stima corretta del redshift. Grazie alle osservazioni di Spitzer ed Herschel siamo infatti in grado, per la prima volta, di campionare la luminosita' bolometrica infrarossa integrata tra 8 e 1000 µm delle sorgenti ad ogni epoca cosmica e quindi consentire di studiare nel dettaglio i processi di formazione stellare oscurati dalla polvere del mezzo intergalattico in funzione del tempo cosmico. Ad ogni modo, anche avendo a disposizione la migliore collezione di dati, studiare le funzioni di luminosit`a delle galassie rimane complicato e ricco di aspetti controversi, a causa della presenza di effetti di selezione sulle osservazioni dovute, per esempio, al limite di sensibilit`a degli strumenti che rendono per lo piu' incompleti i campioni di galassie selezionati e introducono quindi dei bias nella stima corretta delle funzioni di luminosita'. E` quindi chiaro che solo tramite un confronto diretto delle stime ottenute utilizzando diversi metodi statistici sugli stessi campioni di dati che possiamo essere sicuri di quantificare l’impatto di questi effetti di selezione sui nostri risultati. Grazie alla Spitzer Data Fusion, siamo in grado di descrivere le funzioni di luminosita’ locali (0 < z < 0.5) delle sorgenti selezionate nei campioni di grande area raccolti dai fotometri MIPS e SPIRE, rispettivamente operanti su Spitzer ed Herschel. Abbiamo sfruttato ampiamente le informazioni multi banda raccolte nel database per analizzare le SED delle sorgenti rilevate da questi strumenti e quindi stimare, nel sistema di riferimento a riposo, le luminosita' monocromatiche sia nelle bande a MIPS 24/70/260 µm che in quelle a SPIRE 250/350/500 µm e la luminosit`a infrarossa bolometrica integrata tra 8 e 1000 µm per ciascuna sorgente. Successivamente abbiamo utilizzato svariato metodi statistici per stimare la funzione di luminosita' locale di campioni completi di galassie selezionate in flusso per ciascuna di queste bande: il classico metodo 1/Vmax diSchmidt (1968) e una sua incarnazione leggermente modificata detta 1/Vest introdotta da Page & Carrera (2000); un metodo parametrico di maximum likelihood basato sulla statistica Bayesiana descritto da Kelly et al. (2008) ed infine un metodo semi-parametrico introdotto da Schafer (2007). Abbiamo poi applicato gli stessi metodi ad un campione di dati raccolti dai due fotometri PACS e SPIRE, di Herschel, distribuiti dal consorzio HerMES e centrati nell’area della survey Cosmic Evolution Survey (COSMOS), osservazioni in cui la sensibilit`a di PACS e SPIRE a il catalogo di redshift fotometrici di COSMOS ci consentono di studiare l’evoluzione delle sorgenti di Herschel fino a z ∼ 5. Nello specifico abbiamo studiato, in funzione del redshift, le funzioni di luminosit`a monocromatiche, la funzione di luminosit`a bolometrica infrarossa integrata tra 8 e 1000 µm e la densita' del tasso di formazione stellare cosmica delle sorgenti rilevate da SPIRE a 250 µm. Data per assodata la presenza di incertezze nelle stime sopra citate, abbiamo applicato due metodi indipendenti per misurare il tasso evolutivo delle sorgenti, ottenendo risultati consistenti tra loro e quindi rendendo ancora piu' solide le nostre stime. I nostri risultati pongono dei vincoli stringenti sulle predizioni modellistiche dei modelli semi-analitici che descrivono la formazione della galassie sulla base di principi primi in accordo con lo scenario cosmologico standard, e dai nostri confronti emerge un sostanziale disaccordo tra i risultati osservativi da noi ottenuti e quelli predetti dai modelli nel quantificare il tasso evolutivo delle sorgenti rilevate da Herschel, soprattutto ad alto redshift.
Cosmological surveys with Spitzer and Herschel space observatories: luminosity functions and cosmological evolution
MARCHETTI, LUCIA
2012
Abstract
Le lunghezze d’onda infrarosse contengono delle informazioni fondamentali per descrivere l’origine delle galassie, dei nuclei galattici attivi e, piu' in generale, la storia evolutiva della for- mazione stellare, della produzione dei metalli e dell’accrescimento gravitazionale. In sostanza quindi, rappresentano un punto di vista del tutto complementare a quello investigato dalle piu classiche survey nell’ottico. Tuttavia, i vari processi fisici che si susseguono nella formazione galattica lasciano la loro impronta sulla forma dello spettro di emissione globalmente a tutte le lunghezze d’onda, cias- cuno piu' o meno dominante nei diversi regimi di frequenza. Per questo motivo solo tramite dettagliati studi multi banda sulle propriet`a delle galassie siamo in grado di capire approfonditamente la nature di questo tipo di sorgenti. In questo contesto, un grosso passo avanti `e stato compiuto nell’ultima decade, grazie all’avvento di nuovi telescopi e di grandi survey osservative condotte a tutte le lunghezze d’onda, consentendo quindi, per la prima volta, un reale studio completo, dai raggi X al Radio, delle SED di un significativo numero di galassie. In particolare, gli osservatori spaziali Spitzer ed Herschel stanno dando un grosso contributo in questo senso, permettendo, per la prima volta, osservazioni nel medio-, lontano- infrarosso e nel regime sub-millimetrico campionando diverse lunghezze d’onda. In questo lavoro sfruttiamo diverse survey multibanda condotte in maniera congiunta da Spitzer e Herschel con il fine di studiare le funzioni di luminosita' nelle bande del medio-, lontano-infrarosso e del sub-millimetrico e determinare poi l’evoluzione delle sorgenti infrarosse. Piu' nel dettaglio abbiamo basato la nostra analisi sui dati raccolti nelle survey sia profonde che su grandi aree, e quindi meno profonde, condotte da Spitzer, e nella Herschel Multi-tiered Extragalactic Survey (HerMes, Oliver et al. (2012)) condotta da Herschel. Queste campagne osservative includono le osservazioni piu' profonde e piu' vaste in area mai condotte a queste lunghezze d’onda, analizzando il per lo piu' inesplorato intervallo di lunghezze d’onda infrarosse fino a 500 µm in aree di cielo che vanno dai 0.01 gradi2 ai 10 gradi2 . Inoltre, nella maggior parte delle aree da loro coperte, e' stato possibile sfruttare un considerevole numero di campagne osservative sia fotometriche che spettroscopiche consentendo di raccogliere informazioni anche nelle restanti bande dello spettro elettromagnetico dal lontano ultravioletto al vicino infrarosso (per esempio, GALEX nel lontano e vicino UV, SDSS, INTWFS, CFHTLS e altre nell’ottico, 2MASS e UKIDSS nel vicino IR) ed essere cosı' in grado di caratterizzare dettagliatamente le propriet`a fisiche delle sorgenti rilevate. Una parte del presente lavoro e' stata dedicata alla costruzione e alla validazione del database denominato Spitzer-Selected Multi-Wavelength Wide-Area Data Fusion. In questo database abbiamo combinato i dati nel medio- e lontanto-IR raccolti da Spitzer nelle campagne osservative Spitzer Wide-area InfraRed Extragalactic (SWIRE, Lonsdale et al. (2003)) in sei aree di cielo, Spitzer Deep-Wide Field Survey (SDWFS) nell’area di Bootes, Spitzer Extra- galactic First Look Survey (XFLS) nell’area di XFLS, assieme ai dati nell’UV, nell’Ottico e nel vicino IR, campionando circa 70 gradi2 in totale. Abbiamo sfruttato al massimo l’ampiezza e la ricchezza dei dati raccolti da SDSS e INTWS nell’ottico e da 2MASS e UKIDSS nel vicino-IR, cos`ı come altre osservazioni ottiche ottenute all’interno dei progetti SWIRE, SWDFS e XFLS. Abbiamo cos`ı aggiunto a questa gi`a ricca quantit`a di dati tutte le informazioni spettroscopiche disponibili da SDSS e NED. Il Spitzer Data Fusion rappresenta un ideale punto di partenza per studi sulle propriet`a statistiche delle galassie, come lo studio dettagliato delle distribuzioni di energia spettrale (SED) per la stima dei redshift fotometrici, delle masse e del tasso di formazione stellare (SFR). E`stato usato per validare le osservazioni condotte da Herschel in SDP all’interno del consorzio HerMES e per produrre la prima versione pubblica dei cataloghi SPIRE. E`stato pensato per essere compatibile con le piattaforme rese disponibili dal VO e sar`a reso pubblico assieme ad una collezione di altre quantit`a ancillari come le curve di trasmissione e gli indici di conversione tra magnitudini Vega ed AB per tutti i filtri disponibili. Lo studio delle funzioni di luminosita' e' spesso reso piu' complicato a causa, da un lato, delle difficolta' di condurre osservazioni su grandi aree fino a bassi livelli di flusso, dall’altro delle difficolta' di associare una corretta stima del redshift alle sorgenti man mano osservate. In questo lavoro abbiamo percio' assemblato le osservazioni piu' profonde e su grandi aree di Spitzer ed Herschel con lo scopo di selezionare un campione di galassie infrarosse nel modo piu' completo e affidabile, cosı' come la migliore collezione collezione di dati ancillari UV/Ottico/NIR atti ad identificare le controparti di queste sorgenti e determinarne una stima corretta del redshift. Grazie alle osservazioni di Spitzer ed Herschel siamo infatti in grado, per la prima volta, di campionare la luminosita' bolometrica infrarossa integrata tra 8 e 1000 µm delle sorgenti ad ogni epoca cosmica e quindi consentire di studiare nel dettaglio i processi di formazione stellare oscurati dalla polvere del mezzo intergalattico in funzione del tempo cosmico. Ad ogni modo, anche avendo a disposizione la migliore collezione di dati, studiare le funzioni di luminosit`a delle galassie rimane complicato e ricco di aspetti controversi, a causa della presenza di effetti di selezione sulle osservazioni dovute, per esempio, al limite di sensibilit`a degli strumenti che rendono per lo piu' incompleti i campioni di galassie selezionati e introducono quindi dei bias nella stima corretta delle funzioni di luminosita'. E` quindi chiaro che solo tramite un confronto diretto delle stime ottenute utilizzando diversi metodi statistici sugli stessi campioni di dati che possiamo essere sicuri di quantificare l’impatto di questi effetti di selezione sui nostri risultati. Grazie alla Spitzer Data Fusion, siamo in grado di descrivere le funzioni di luminosita’ locali (0 < z < 0.5) delle sorgenti selezionate nei campioni di grande area raccolti dai fotometri MIPS e SPIRE, rispettivamente operanti su Spitzer ed Herschel. Abbiamo sfruttato ampiamente le informazioni multi banda raccolte nel database per analizzare le SED delle sorgenti rilevate da questi strumenti e quindi stimare, nel sistema di riferimento a riposo, le luminosita' monocromatiche sia nelle bande a MIPS 24/70/260 µm che in quelle a SPIRE 250/350/500 µm e la luminosit`a infrarossa bolometrica integrata tra 8 e 1000 µm per ciascuna sorgente. Successivamente abbiamo utilizzato svariato metodi statistici per stimare la funzione di luminosita' locale di campioni completi di galassie selezionate in flusso per ciascuna di queste bande: il classico metodo 1/Vmax diSchmidt (1968) e una sua incarnazione leggermente modificata detta 1/Vest introdotta da Page & Carrera (2000); un metodo parametrico di maximum likelihood basato sulla statistica Bayesiana descritto da Kelly et al. (2008) ed infine un metodo semi-parametrico introdotto da Schafer (2007). Abbiamo poi applicato gli stessi metodi ad un campione di dati raccolti dai due fotometri PACS e SPIRE, di Herschel, distribuiti dal consorzio HerMES e centrati nell’area della survey Cosmic Evolution Survey (COSMOS), osservazioni in cui la sensibilit`a di PACS e SPIRE a il catalogo di redshift fotometrici di COSMOS ci consentono di studiare l’evoluzione delle sorgenti di Herschel fino a z ∼ 5. Nello specifico abbiamo studiato, in funzione del redshift, le funzioni di luminosit`a monocromatiche, la funzione di luminosit`a bolometrica infrarossa integrata tra 8 e 1000 µm e la densita' del tasso di formazione stellare cosmica delle sorgenti rilevate da SPIRE a 250 µm. Data per assodata la presenza di incertezze nelle stime sopra citate, abbiamo applicato due metodi indipendenti per misurare il tasso evolutivo delle sorgenti, ottenendo risultati consistenti tra loro e quindi rendendo ancora piu' solide le nostre stime. I nostri risultati pongono dei vincoli stringenti sulle predizioni modellistiche dei modelli semi-analitici che descrivono la formazione della galassie sulla base di principi primi in accordo con lo scenario cosmologico standard, e dai nostri confronti emerge un sostanziale disaccordo tra i risultati osservativi da noi ottenuti e quelli predetti dai modelli nel quantificare il tasso evolutivo delle sorgenti rilevate da Herschel, soprattutto ad alto redshift.File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/92130
URN:NBN:IT:UNIPD-92130