La ricerca di dottorato ha avuto come obiettivo quello di ricostruire ed analizzare le dinamiche insediative nella valle dell’Eufrate siriano ed iracheno durante l’età del Ferro (ca. 1200-600 a.C.). L’analisi si è concentrata in tre macroregioni estese nei moderni stati di Siria ed Iraq. Nello specifico, lo studio della distribuzione dei siti archeologici sul territorio, delle loro relazioni gerarchiche e del loro rapporto con il paesaggio circostante è stato indirizzato alla ricostruzione e all’analisi dei sistemi insediativi regionali. Difatti mancano ad oggi applicazioni che mettano in relazione più aree lungo il corso del fiume e che tengano in considerazione l’intero spettro di dati disponibile ai fini di una ricostruzione dell’insediamento per l’intera età del Ferro. La ricerca ha quindi indagato i rapporti spaziali e dimensionali dei siti tramite l’utilizzo di un approccio multi disciplinare che abbia il suo punto di partenza nel dato archeologico regionale e dei singoli siti. A questo si sono aggiunti dati sul paesaggio naturale e antropico relativi ad elementi geomorfologici della valle o a sistemi di gestione delle risorse locali. L’analisi è stata poi portata avanti tramite l’utilizzo di tecniche statistiche e quantitative e tramite un’analisi remote sensing. Il risultato dell’applicazione di queste tecniche è stato poi costantemente confrontato con il dato storico ed archeologico, per essere inserito correttamente in una prospettiva storica regionale. Le aree scelte sono state investigate singolarmente e solo nel momento successivo alla ricostruzione del sistema insediativo della singola zona si è proceduto ad un’analisi sovraregionale. Quest’ultima è stata eseguita rapportando i risultati delle regioni tra loro e confrontandoli successivamente con altre aree del Vicino Oriente al fine di ottenere una più completa prospettiva insediativa. Tramite i passaggi appena descritti non si è puntato solo ad una ricostruzione dettagliata dei sistemi insediativi, ma si è voluto mettere a confronto per la prima volta tre zone finora indagate esclusivamente a sé stanti e raramente inserite in un più ampio contesto storico-archeologico. Grazie a quanto descritto finora, è stato possibile valutare la disposizione degli insediamenti archeologici in relazione al territorio e alle unità geomorfologiche, evidenziando scelte particolari per l’età del Ferro ma mostrando anche significativi schemi diacronici di disposizione. Procedendo ad una classificazione tipologica dei siti tipica della Landscape Archaeology, è stato possibile valutare l’impatto di cambiamenti strutturali nelle modalità insediative, inserendoli nel più ampio contesto dell’età del Ferro ed evidenziando allo stesso tempo scelte locali riconducili o meno a politiche di gestione del territorio. Nel particolare, si è potuto attribuire una datazione all’età del Ferro al canale Nahr Darwin, visto come segno di politiche agricole operate dal regno Neo-Assiro. Si è poi potuto rivalutare il ruolo dei siti del medio Eufrate iracheno, che si è visto possedere funzioni politiche, amministrative e religiose e non solo funzioni militari come finora ipotizzato. Si è poi valutato lo stato di conservazione dei siti attraverso l’uso di immagini satellitari, fornendo una documentazione per la tutela dei siti archeologici, presentando come esempio le dinamiche di riemersione ciclica dei siti nella zona della diga di Haditha. L’utilizzo di analisi statistiche e quantitative, impiegate per la prima volta in relazione ai siti in queste tre aree, ha permesso di ricostruire probabili gerarchie insediative ed elaborare ipotesi più dettagliate anche in situazioni di scarsa disponibilità o qualità del dato archeologico. In linea generale le aree tendono a conformarsi alle tendenze insediative dell’età del Ferro (aumento significativo di siti e loro dispersione sul territorio, accompagnate dalla creazione di uno o più centri di grandi dimensioni). Queste tendenze, se analizzate nel lungo termine, si conformano a quanto noto dal resto del Vicino Oriente, come evidenziato tramite l’utilizzo di analisi di distribuzione dei siti, analisi rank-size e tramite il coefficiente di Gini. Queste conclusioni sono supportate anche dalla valutazione e confronto con la distribuzione sul territorio e il carattere dell’insediamento in regioni limitrofe. Per le tre aree del progetto, si è però potuto mettere in luce una serie di differenze locali, anche all’interno della stessa area, che ad una semplice ispezione visiva di mappe di distribuzione non sarebbero state evidenti. Queste differenze sottolineano ancora una volta come le dinamiche all’interno di una regione siano il risultato non solo di un’espansione e controllo del territorio da parte degli Assiri, ma anche di una serie complessa di interazioni che deve essere valutata attentamente per non sottostimare uno o più fenomeni meno evidenti. L’utilizzo di dati geomorfologici e remote sensing ha permesso di raffinare ulteriormente queste analisi e le derivanti ipotesi, evidenziando dinamiche differenti a seconda delle diverse situazioni ambientali, e permettendo analisi più approfondite su aspetti del paesaggio archeologico antico e moderno.
A cavallo del fiume: distribuzione degli insediamenti e modelli di occupazione lungo il fiume Eufrate in Siria e Iraq nell’età del Ferro
TITOLO, ANDREA
2020
Abstract
La ricerca di dottorato ha avuto come obiettivo quello di ricostruire ed analizzare le dinamiche insediative nella valle dell’Eufrate siriano ed iracheno durante l’età del Ferro (ca. 1200-600 a.C.). L’analisi si è concentrata in tre macroregioni estese nei moderni stati di Siria ed Iraq. Nello specifico, lo studio della distribuzione dei siti archeologici sul territorio, delle loro relazioni gerarchiche e del loro rapporto con il paesaggio circostante è stato indirizzato alla ricostruzione e all’analisi dei sistemi insediativi regionali. Difatti mancano ad oggi applicazioni che mettano in relazione più aree lungo il corso del fiume e che tengano in considerazione l’intero spettro di dati disponibile ai fini di una ricostruzione dell’insediamento per l’intera età del Ferro. La ricerca ha quindi indagato i rapporti spaziali e dimensionali dei siti tramite l’utilizzo di un approccio multi disciplinare che abbia il suo punto di partenza nel dato archeologico regionale e dei singoli siti. A questo si sono aggiunti dati sul paesaggio naturale e antropico relativi ad elementi geomorfologici della valle o a sistemi di gestione delle risorse locali. L’analisi è stata poi portata avanti tramite l’utilizzo di tecniche statistiche e quantitative e tramite un’analisi remote sensing. Il risultato dell’applicazione di queste tecniche è stato poi costantemente confrontato con il dato storico ed archeologico, per essere inserito correttamente in una prospettiva storica regionale. Le aree scelte sono state investigate singolarmente e solo nel momento successivo alla ricostruzione del sistema insediativo della singola zona si è proceduto ad un’analisi sovraregionale. Quest’ultima è stata eseguita rapportando i risultati delle regioni tra loro e confrontandoli successivamente con altre aree del Vicino Oriente al fine di ottenere una più completa prospettiva insediativa. Tramite i passaggi appena descritti non si è puntato solo ad una ricostruzione dettagliata dei sistemi insediativi, ma si è voluto mettere a confronto per la prima volta tre zone finora indagate esclusivamente a sé stanti e raramente inserite in un più ampio contesto storico-archeologico. Grazie a quanto descritto finora, è stato possibile valutare la disposizione degli insediamenti archeologici in relazione al territorio e alle unità geomorfologiche, evidenziando scelte particolari per l’età del Ferro ma mostrando anche significativi schemi diacronici di disposizione. Procedendo ad una classificazione tipologica dei siti tipica della Landscape Archaeology, è stato possibile valutare l’impatto di cambiamenti strutturali nelle modalità insediative, inserendoli nel più ampio contesto dell’età del Ferro ed evidenziando allo stesso tempo scelte locali riconducili o meno a politiche di gestione del territorio. Nel particolare, si è potuto attribuire una datazione all’età del Ferro al canale Nahr Darwin, visto come segno di politiche agricole operate dal regno Neo-Assiro. Si è poi potuto rivalutare il ruolo dei siti del medio Eufrate iracheno, che si è visto possedere funzioni politiche, amministrative e religiose e non solo funzioni militari come finora ipotizzato. Si è poi valutato lo stato di conservazione dei siti attraverso l’uso di immagini satellitari, fornendo una documentazione per la tutela dei siti archeologici, presentando come esempio le dinamiche di riemersione ciclica dei siti nella zona della diga di Haditha. L’utilizzo di analisi statistiche e quantitative, impiegate per la prima volta in relazione ai siti in queste tre aree, ha permesso di ricostruire probabili gerarchie insediative ed elaborare ipotesi più dettagliate anche in situazioni di scarsa disponibilità o qualità del dato archeologico. In linea generale le aree tendono a conformarsi alle tendenze insediative dell’età del Ferro (aumento significativo di siti e loro dispersione sul territorio, accompagnate dalla creazione di uno o più centri di grandi dimensioni). Queste tendenze, se analizzate nel lungo termine, si conformano a quanto noto dal resto del Vicino Oriente, come evidenziato tramite l’utilizzo di analisi di distribuzione dei siti, analisi rank-size e tramite il coefficiente di Gini. Queste conclusioni sono supportate anche dalla valutazione e confronto con la distribuzione sul territorio e il carattere dell’insediamento in regioni limitrofe. Per le tre aree del progetto, si è però potuto mettere in luce una serie di differenze locali, anche all’interno della stessa area, che ad una semplice ispezione visiva di mappe di distribuzione non sarebbero state evidenti. Queste differenze sottolineano ancora una volta come le dinamiche all’interno di una regione siano il risultato non solo di un’espansione e controllo del territorio da parte degli Assiri, ma anche di una serie complessa di interazioni che deve essere valutata attentamente per non sottostimare uno o più fenomeni meno evidenti. L’utilizzo di dati geomorfologici e remote sensing ha permesso di raffinare ulteriormente queste analisi e le derivanti ipotesi, evidenziando dinamiche differenti a seconda delle diverse situazioni ambientali, e permettendo analisi più approfondite su aspetti del paesaggio archeologico antico e moderno.File | Dimensione | Formato | |
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URN:NBN:IT:UNIROMA1-92153