Il presente lavoro si propone di descrivere la funzione e gli usi linguistici dell’apex e della I longa nell’àmbito di una campionatura la più vasta possibile nella documentazione latina epigrafica e papiracea. Ai due segni, nell’àmbito degli studi epigrafici e linguistici, sono state dedicate finora solo analisi circoscritte e marginali. Inoltre, gli studiosi che hanno indagato i due segni raramente hanno prestato attenzione alla loro distribuzione geografica e alle diverse tipologie testuali interessate. Si rende pertanto necessaria un’analisi sistematica, sia quantitativa sia qualitativa, nell’àmbito di un ampio quadro documentario. L'obiettivo principale della ricerca è, dunque, individuare tendenze che possano meglio accertare la funzione di questi elementi, attraverso l’analisi di un vasto campione di documenti epigrafici e papiracei. Il lavoro consta di quattro capitoli. Il CAPITOLO 1 (“Osservazioni generali”), dopo un breve accenno al contrasto di quantità vocalica in latino (§ 1.2), inquadra i fenomeni nella cornice delle scritture iconiche in uso presso il sistema ortografico latino. Successivamente (§ 1.3), viene introdotto il corpus oggetto della presente analisi e sono descritti i metodi adoperati per la raccolta e l’annotazione dei dati. Il CAPITOLO 2 (“L’apex nella documentazione epigrafica”) fornisce una descrizione dettagliata degli occorrimenti di questo segno paragrafematico nella scrittura epigrafica. Dopo un inquadramento della storia degli studi, con particolare attenzione alle testimonianze dei grammatici e alla questione dell’etimologia grafica del segno (§ 2.2), viene indagata la distribuzione del fenomeno secondo variabili extra-linguistiche (§ 2.3) e linguistiche (§ 2.4), soffermandosi soprattutto sugli aspetti metrico-prosodici. Il CAPITOLO 3 (“La I longa nella documentazione epigrafica”) presenta una struttura analoga al precedente. Si discute del problema dell’origine del grafema, con una disamina della letteratura precedente (§ 3.2), per poi passare alla descrizione del fenomeno secondo le medesime variabili considerate per l’apex. Il CAPITOLO 4 (“Apex e I longa in papiri, tavolette e ostraka”) è suddiviso in due sottosezioni, una dedicata a papiri e ostraka (§ 4.1) e una seconda incentrata sulle Tavolette di Vindolanda (§ 4.2). Per ciascuna tipologia di documentazione si esamina la distribuzione dei due espedienti grafici secondo le variabili sopra indicate.

Documentazione, usi e funzioni dell'apex e della I longa latine

DE CHIARO, STEFANIA
2021

Abstract

Il presente lavoro si propone di descrivere la funzione e gli usi linguistici dell’apex e della I longa nell’àmbito di una campionatura la più vasta possibile nella documentazione latina epigrafica e papiracea. Ai due segni, nell’àmbito degli studi epigrafici e linguistici, sono state dedicate finora solo analisi circoscritte e marginali. Inoltre, gli studiosi che hanno indagato i due segni raramente hanno prestato attenzione alla loro distribuzione geografica e alle diverse tipologie testuali interessate. Si rende pertanto necessaria un’analisi sistematica, sia quantitativa sia qualitativa, nell’àmbito di un ampio quadro documentario. L'obiettivo principale della ricerca è, dunque, individuare tendenze che possano meglio accertare la funzione di questi elementi, attraverso l’analisi di un vasto campione di documenti epigrafici e papiracei. Il lavoro consta di quattro capitoli. Il CAPITOLO 1 (“Osservazioni generali”), dopo un breve accenno al contrasto di quantità vocalica in latino (§ 1.2), inquadra i fenomeni nella cornice delle scritture iconiche in uso presso il sistema ortografico latino. Successivamente (§ 1.3), viene introdotto il corpus oggetto della presente analisi e sono descritti i metodi adoperati per la raccolta e l’annotazione dei dati. Il CAPITOLO 2 (“L’apex nella documentazione epigrafica”) fornisce una descrizione dettagliata degli occorrimenti di questo segno paragrafematico nella scrittura epigrafica. Dopo un inquadramento della storia degli studi, con particolare attenzione alle testimonianze dei grammatici e alla questione dell’etimologia grafica del segno (§ 2.2), viene indagata la distribuzione del fenomeno secondo variabili extra-linguistiche (§ 2.3) e linguistiche (§ 2.4), soffermandosi soprattutto sugli aspetti metrico-prosodici. Il CAPITOLO 3 (“La I longa nella documentazione epigrafica”) presenta una struttura analoga al precedente. Si discute del problema dell’origine del grafema, con una disamina della letteratura precedente (§ 3.2), per poi passare alla descrizione del fenomeno secondo le medesime variabili considerate per l’apex. Il CAPITOLO 4 (“Apex e I longa in papiri, tavolette e ostraka”) è suddiviso in due sottosezioni, una dedicata a papiri e ostraka (§ 4.1) e una seconda incentrata sulle Tavolette di Vindolanda (§ 4.2). Per ciascuna tipologia di documentazione si esamina la distribuzione dei due espedienti grafici secondo le variabili sopra indicate.
6-set-2021
Italiano
Linguistica latina; fonologia latina; ortografia latina; apex; I longa; epigrafia latina; papiri latini; paleografia latina; sillaba latina; quantità vocalica in latino
MANCINI, MARCO
POMPEO, Flavia
Università degli Studi di Roma "La Sapienza"
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/93301
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:UNIROMA1-93301