Introduzione L'artrosi (OA) è una malattia articolare cronica, caratterizzata da lesioni degenerative e produttive a carico della cartilagine delle articolazioni diartrodiali. Tuttavia, grande interesse della comunità scientifica si è sviluppato attorno alla componente infiammatoria caratterizzata da una modesta sinovite. In questo ambito negli ultimi anni notevole interesse è stato rivolto al ruolo che possono svolgere i cristalli di calcio (CC) nella patogenesi dell'OA, ma se questi contribuiscano direttamente al danno cartilagineo o ne siano più semplicemente un epifenomeno è ancora argomento di dibattito. I CC più comuni nell'OA sono quelli di pirofosfato di calcio diidrato, dall'inglese calcium pyrophosphate (CPP) e quelli generalmente definiti di fosfato basico di calcio (BCP dall'inglese basic calcium phosphate) che comprendono idrossiapatite, octacalcio fosfato e tricalcio fosfato. Scopo dello studio Indagare con metodica ultrasensibile Microscopia Elettronica a Scansione (SEM) la presenza di cristalli di CPP e di BCP nel liquido sinoviale (LS) di pazienti con artrosi del ginocchio (GOA) e sui loro rapporti con i principali indici di attività e di gravità di malattia. Pazienti e metodi Sono stati sottoposti ad artrocentesi del ginocchio ed esame del LS 120 pazienti, 84 femmine, età media 68±10,7 anni (range 50-93). In ciascun paziente sono stati valutati i principali indici clinici di malattia attraverso i questionari WOMAC, Lequesne e VAS; su tutti è stato eseguito esame ultrasonografico (US) dell'articolazione colpita con tecnica power Doppler. Tutti i pazienti soddisfacevano i criteri dell'American College of Rheumatology per OA e avevano una diagnosi radiologica di GOA secondo i criteri di Kellgren e Lawrence (KL). Nel LS sono stati valutati la conta totale leucocitaria (GB), la percentuale di polimorfonucleati (PMN), e la presenza di eventuali CC. La ricerca di CC è stata condotta con microscopio a luce polarizzata, utilizzando anche il compensatore rosso di I ordine; veniva eseguita la colorazione aspecifica con rosso di Alizarina. La microscopia a scansione elettronica (SEM) è stata utilizzata come tecnica ultrasensibile per meglio identificare e caratterizzare i CC. Risultati Il nostro studio ci ha consentito con metodica ultrasensibile (SEM) di rilevare i CC nel LS in 62/120 pazienti (51,6%). Da una prima valutazione delle differenze tra le due popolazioni, i pazienti con CC rispetto a quelli senza erano più anziani (p=0,036), avevano una maggior difficoltà di movimento (p=0,0041); presentavano una % di PMN nel LS superiore (0,0041) e una presenza di power Doppler statisticamente significativa (p=<0,0001). I CPP sono stati evidenziati al SEM in 37/120 pazienti (30%). Nei pazienti con CPP+ abbiamo riscontrato una differenza significativa per età (p=0,0002), durata di malattia (p=0,041), dolore (p=0,039), grado KL (p=0,0334), power Doppler (p=0,0001). Nei pazienti con CPP+ abbiamo riscontrato una correlazione tra loro degli indici clinici: dolore, rigidità , difficoltà , WOMAC, Lequesne. Una correlazione inversa è stata rilevata tra il power Doppler e la conta totale di GB. I BCP sono stati evidenziati al SEM in 33/120 pazienti (27,5%). Nei pazienti con BCP+ abbiamo riscontrato una differenza significativa per WOMAC (p=0,0001), dolore (p=0,0001), rigidità (p<0,0001), difficoltà (p<0,0001), Lequesne (p<0,0001), VAS (<0,0004), power Doppler (p<0,0001); per l'età è stato riscontrato un trend positivo senza significatività statistica (p=0,046). Per quanto riguarda, inoltre, i pazienti con BCP+ abbiamo rilevato una correlazione tra KL e durata di malattia. Abbiamo inoltre suddiviso i pazienti in 3 gruppi in base alla durata di malattia: I gruppo (49) con durata di malattia < 1 anno; II gruppo (27) tra 1-5 anni; III gruppo (44) con durata di malattia > 5 anni. Le differenze principali fra i pazienti dei 3 gruppi sono state riscontrate per l'età , maggiore nel gruppo III, nella positività al power Doppler. La gravità del quadro radiografico erano peggiori nel III gruppo. Quando abbiamo suddiviso i tre gruppi per la presenza di CPP e BCP, nel I gruppo differenze significative si osservavano per il Power Doppler (p=0,0039); al limite della significatività il dolore. Nel III gruppo non abbiamo riscontrato differenze significative tra la presenza e assenza di CPP. Considerando i BCP nel I gruppo sono state riscontrate differenze significative nei BCP+ nei confronti dei BCP- per il dolore (p=0,0002), la rigidità (p=0,045), la difficoltà (p=0,0014), il WOMAC (p=0,0002) e per il power Doppler (p=0,0009). Conclusioni Questo è il primo studio che permette di valutare il significato della presenza di CC nel LS di pazienti affetti da GOA, utilizzando metodica ultrasensibile come il SEM in una popolazione piuttosto ampia di pazienti. Particolarmente intrigante risulta l'analisi di pazienti con BCP nel gruppo early. La presenza dei BCP è sicuramente associata a un grado maggiore di infiammazione e smentirebbe studi precedenti in cui veniva suggerito che i BCP fossero un epifenomeno e non influenzassero il tipo di malattia.
Ruolo dei cristalli di calcio nell'infiammazione. Studio del liquido sinoviale mediante Microscopia Elettronica a Scansione, in pazienti con artrosi del ginocchio
FRALLONARDO, PAOLA
2014
Abstract
Introduzione L'artrosi (OA) è una malattia articolare cronica, caratterizzata da lesioni degenerative e produttive a carico della cartilagine delle articolazioni diartrodiali. Tuttavia, grande interesse della comunità scientifica si è sviluppato attorno alla componente infiammatoria caratterizzata da una modesta sinovite. In questo ambito negli ultimi anni notevole interesse è stato rivolto al ruolo che possono svolgere i cristalli di calcio (CC) nella patogenesi dell'OA, ma se questi contribuiscano direttamente al danno cartilagineo o ne siano più semplicemente un epifenomeno è ancora argomento di dibattito. I CC più comuni nell'OA sono quelli di pirofosfato di calcio diidrato, dall'inglese calcium pyrophosphate (CPP) e quelli generalmente definiti di fosfato basico di calcio (BCP dall'inglese basic calcium phosphate) che comprendono idrossiapatite, octacalcio fosfato e tricalcio fosfato. Scopo dello studio Indagare con metodica ultrasensibile Microscopia Elettronica a Scansione (SEM) la presenza di cristalli di CPP e di BCP nel liquido sinoviale (LS) di pazienti con artrosi del ginocchio (GOA) e sui loro rapporti con i principali indici di attività e di gravità di malattia. Pazienti e metodi Sono stati sottoposti ad artrocentesi del ginocchio ed esame del LS 120 pazienti, 84 femmine, età media 68±10,7 anni (range 50-93). In ciascun paziente sono stati valutati i principali indici clinici di malattia attraverso i questionari WOMAC, Lequesne e VAS; su tutti è stato eseguito esame ultrasonografico (US) dell'articolazione colpita con tecnica power Doppler. Tutti i pazienti soddisfacevano i criteri dell'American College of Rheumatology per OA e avevano una diagnosi radiologica di GOA secondo i criteri di Kellgren e Lawrence (KL). Nel LS sono stati valutati la conta totale leucocitaria (GB), la percentuale di polimorfonucleati (PMN), e la presenza di eventuali CC. La ricerca di CC è stata condotta con microscopio a luce polarizzata, utilizzando anche il compensatore rosso di I ordine; veniva eseguita la colorazione aspecifica con rosso di Alizarina. La microscopia a scansione elettronica (SEM) è stata utilizzata come tecnica ultrasensibile per meglio identificare e caratterizzare i CC. Risultati Il nostro studio ci ha consentito con metodica ultrasensibile (SEM) di rilevare i CC nel LS in 62/120 pazienti (51,6%). Da una prima valutazione delle differenze tra le due popolazioni, i pazienti con CC rispetto a quelli senza erano più anziani (p=0,036), avevano una maggior difficoltà di movimento (p=0,0041); presentavano una % di PMN nel LS superiore (0,0041) e una presenza di power Doppler statisticamente significativa (p=<0,0001). I CPP sono stati evidenziati al SEM in 37/120 pazienti (30%). Nei pazienti con CPP+ abbiamo riscontrato una differenza significativa per età (p=0,0002), durata di malattia (p=0,041), dolore (p=0,039), grado KL (p=0,0334), power Doppler (p=0,0001). Nei pazienti con CPP+ abbiamo riscontrato una correlazione tra loro degli indici clinici: dolore, rigidità , difficoltà , WOMAC, Lequesne. Una correlazione inversa è stata rilevata tra il power Doppler e la conta totale di GB. I BCP sono stati evidenziati al SEM in 33/120 pazienti (27,5%). Nei pazienti con BCP+ abbiamo riscontrato una differenza significativa per WOMAC (p=0,0001), dolore (p=0,0001), rigidità (p<0,0001), difficoltà (p<0,0001), Lequesne (p<0,0001), VAS (<0,0004), power Doppler (p<0,0001); per l'età è stato riscontrato un trend positivo senza significatività statistica (p=0,046). Per quanto riguarda, inoltre, i pazienti con BCP+ abbiamo rilevato una correlazione tra KL e durata di malattia. Abbiamo inoltre suddiviso i pazienti in 3 gruppi in base alla durata di malattia: I gruppo (49) con durata di malattia < 1 anno; II gruppo (27) tra 1-5 anni; III gruppo (44) con durata di malattia > 5 anni. Le differenze principali fra i pazienti dei 3 gruppi sono state riscontrate per l'età , maggiore nel gruppo III, nella positività al power Doppler. La gravità del quadro radiografico erano peggiori nel III gruppo. Quando abbiamo suddiviso i tre gruppi per la presenza di CPP e BCP, nel I gruppo differenze significative si osservavano per il Power Doppler (p=0,0039); al limite della significatività il dolore. Nel III gruppo non abbiamo riscontrato differenze significative tra la presenza e assenza di CPP. Considerando i BCP nel I gruppo sono state riscontrate differenze significative nei BCP+ nei confronti dei BCP- per il dolore (p=0,0002), la rigidità (p=0,045), la difficoltà (p=0,0014), il WOMAC (p=0,0002) e per il power Doppler (p=0,0009). Conclusioni Questo è il primo studio che permette di valutare il significato della presenza di CC nel LS di pazienti affetti da GOA, utilizzando metodica ultrasensibile come il SEM in una popolazione piuttosto ampia di pazienti. Particolarmente intrigante risulta l'analisi di pazienti con BCP nel gruppo early. La presenza dei BCP è sicuramente associata a un grado maggiore di infiammazione e smentirebbe studi precedenti in cui veniva suggerito che i BCP fossero un epifenomeno e non influenzassero il tipo di malattia.File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/93691
URN:NBN:IT:UNIPD-93691