Nell'autunno del 1956 viene inaugurata la prima edizione della Rassegna Internazionale del film scientifico-didattico dell'Università di Padova. Nata in collaborazione con la Mostra d'Arte Cinematografica di Venezia, la Rassegna continua per diciotto edizioni, fino al 1975. Ogni anno, per una settimana, il Teatro Ruzante ospita le proiezioni dei film in concorso (mediamente una sessantina ogni anno), suddivisi per sezioni ovvero per settore disciplinare e – per un certo periodo – tripartiti nelle categorie di film di ricerca, film di documentazione scientifica, film didattici per l’insegnamento. A conclusione di ciascuna edizione, la Giuria internazionale assegna il Bucranio d'oro al miglior film e una serie di Bucrani d'argento, Bucrani di bronzo e menzioni all'interno delle diverse sezioni. A partire da simili dati, la ricerca s'è proposta di ripercorrere, almeno parzialmente, la storia della Rassegna. Il primo capitolo della tesi si occupa della ricostruzione storica dei primi anni della Rassegna – dalla prima (1956) alla sesta (1961) edizione – attraverso i documenti conservati presso l'Archivio Generale di Palazzo del Bo dell'Università di Padova e gli sporadici articoli di cronaca apparsi in alcune delle riviste dell'epoca. Allegate al primo capitolo, tre appendici riguardanti rispettivamente la composizione delle diciotto Giurie, l'elenco dei premi assegnati di anno in anno e l'illustrazione per mezzo di grafici della variabile distribuzione dei film in sezioni e categorie lungo l'intera vita della manifestazione. Con il secondo capitolo la ricerca si apre a maggiori prospettive nella misura in cui la questione della cinematografia scientifica-didattica porta ad allargare gli orizzonti, da un lato, nella considerazione che la medesima affonda in parte le radici nell'attività sperimentale dei pionieri a cavallo tra ottocento e novecento, dall'altro, nel constatare che una simile cinematografia tende a resistere e sfuggire a definizioni universali e decisive. È soprattutto nei due principi di Étienne-Jules Marey – per cui i sensi umani sarebbero insufficienti a cogliere l'essenza della Scienza e il linguaggio ad esprimerla – che si individua quel paradigma scientifico che ha determinato la nascita del cinema ("Il cinema è nato perché necessario alle esigenze della scienza", afferma, tra gli altri, Virgilio Tosi). Il secondo capitolo affronta dunque la complessità e l'eterogeneità delle interpretazioni con cui si sono intuite le potenzialità nel campo della ricerca e in quello didattico-divulgativo del mezzo cinematografico. Potenzialità volte in primo luogo alla sfida con l'invisibile (cinematografia a raggi X), con l'infinitamente piccolo (microcinematografia) o veloce (cinematografia ultraveloce) o lento (cinematografia time-lapse) e così via. Se la necessità di un film scientifico-didattico è all'unanimità individuata nel fattore 'in movimento' al fine di promuovere la ripresa cinematografica a documentazione scientifica di fenomeni altrimenti invisibili e quindi non comparabili, i fattori di oggettività e di emozionalità aprono dilemmi che tendono a rimanere irriducibili ad un'interpretazione universalmente condivisa e risolversi piuttosto in singoli punti di vista che oscillano tra il bandire la componente emozionale dagli elementi funzionali all'efficacia del film scientifico-didattico e l'ammettere che la pura oggettività è tanto improbabile quanto non auspicabile. Il problema di individuare dei criteri universali per valutare il film scientifico-didattico è percepito dalla stessa Giuria della Rassegna, sin dai primi anni. Tuttavia la scala dei valori adottata, riportata in alcuni documenti relativi ai primi anni, tradisce di fatto un'eterogeneità di parametri valutativi (contenuto scientifico, tecnica, funzionalità didattica, proprietà e coerenza linguistica, intensità espressiva, eventuale valore poetico) per cui la definizione di film scientifico-didattico rimane aleatoria. Al contrario, istituzioni quali l'Encyclopaedia Cinematographica promuovono una chiara formula di film scientifico-didattico in cui l'oggettività è condizione imprescindibile. Con il terzo capitolo s'è inteso proseguire lo studio della Rassegna quale interprete delle esigenze socio-culturali dalla metà degli anni Cinquanta portando in luce alcuni fatti-simbolo che, soprattutto con la fondazione di Istituti e Associazioni attive a livello internazionale, testimoniano di un'attenzione sempre maggiore verso la cinematografia scientifica-didattica. L'attività dell'International Scientific Film Association (I.S.F.A.,1947) assieme a quella di alcuni Centri in Europa (basti ricordare Institut für den Wissenschaftlichen Film di Göttingen, nato nel 1953) o nel mondo (si pensi al National Film Board of Canada, fondato nel 1939) inseriscono così la Rassegna all'interno di un settore cinematografico che fuori Italia ha già trovato forme istituzionali quali centri produttivi e promozionali del film scientifico-didattico. Con la nascita della Rassegna – eredità della Mostra Internazionale del Film scientifico e del Documentario d'arte (sezione collaterale della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia, tenutasi per quattro edizioni, dal 1950 al 1953) – l'asse Padova-Venezia si fa crocevia senza eguali nella storia delle manifestazioni sul cinema scientifico-didattico. Ecco dunque che nel 1961 si crea il Centro di Cinematografia scientifica dell'Università di Padova preposto, in primo luogo, all'organizzazione della Rassegna, alla conservazione e divulgazione dei film vincitori di cui, per regolamento della Rassegna stessa, l'Università di Padova chiede copia. Due anni dopo, nel 1963, viene costituita l'Associazione Italiana di Cinematografia scientifica (A.I.C.S.). Il quarto ed ultimo capitolo della tesi è dedicato agli anni Sessanta e ai primi anni Settanta: in primo luogo, alla nascita dell'A.I.C.S., all'attività editoriale di quest'ultima per mezzo di un proprio Bollettino e ad alcune delle figure di cineasti-scienziati protagonisti dell'Associazione italiana come della Rassegna. Dalla sua fondazione, in occasione di quest'ultima, l'A.I.C.S. assegna un proprio premio, mentre è solo dal 1973 che andrà a sostituire la Commissione per la Cinematografia scientifica del Consiglio Nazionale delle Ricerche, rappresentante per l'Italia all'interno dell'I.S.F.A. dal 1949. A concludere il capitolo, l'appendice sul Centro di Cinematografia scientifica dell'Università di Padova redatta sulla base della relazione presentata in occasione del convegno I responsabili degli organismi universitari europei di cinematografia scientifica, di ricerca e dei mezzi audiovisivi, (Padova, 1975) organizzato dalla stessa Rassegna. Agli atti di tale convegno – e parzialmente a quelli di altri – la tesi fa ampiamente riferimento quale rara documentazione sui Centri all'epoca attivi e, per la maggior parte, ora non più esistenti.

La Rassegna Internazionale del film scientifico-didattico dell'Università di Padova (1956-1975)

BUZZO, ERICA
2013

Abstract

Nell'autunno del 1956 viene inaugurata la prima edizione della Rassegna Internazionale del film scientifico-didattico dell'Università di Padova. Nata in collaborazione con la Mostra d'Arte Cinematografica di Venezia, la Rassegna continua per diciotto edizioni, fino al 1975. Ogni anno, per una settimana, il Teatro Ruzante ospita le proiezioni dei film in concorso (mediamente una sessantina ogni anno), suddivisi per sezioni ovvero per settore disciplinare e – per un certo periodo – tripartiti nelle categorie di film di ricerca, film di documentazione scientifica, film didattici per l’insegnamento. A conclusione di ciascuna edizione, la Giuria internazionale assegna il Bucranio d'oro al miglior film e una serie di Bucrani d'argento, Bucrani di bronzo e menzioni all'interno delle diverse sezioni. A partire da simili dati, la ricerca s'è proposta di ripercorrere, almeno parzialmente, la storia della Rassegna. Il primo capitolo della tesi si occupa della ricostruzione storica dei primi anni della Rassegna – dalla prima (1956) alla sesta (1961) edizione – attraverso i documenti conservati presso l'Archivio Generale di Palazzo del Bo dell'Università di Padova e gli sporadici articoli di cronaca apparsi in alcune delle riviste dell'epoca. Allegate al primo capitolo, tre appendici riguardanti rispettivamente la composizione delle diciotto Giurie, l'elenco dei premi assegnati di anno in anno e l'illustrazione per mezzo di grafici della variabile distribuzione dei film in sezioni e categorie lungo l'intera vita della manifestazione. Con il secondo capitolo la ricerca si apre a maggiori prospettive nella misura in cui la questione della cinematografia scientifica-didattica porta ad allargare gli orizzonti, da un lato, nella considerazione che la medesima affonda in parte le radici nell'attività sperimentale dei pionieri a cavallo tra ottocento e novecento, dall'altro, nel constatare che una simile cinematografia tende a resistere e sfuggire a definizioni universali e decisive. È soprattutto nei due principi di Étienne-Jules Marey – per cui i sensi umani sarebbero insufficienti a cogliere l'essenza della Scienza e il linguaggio ad esprimerla – che si individua quel paradigma scientifico che ha determinato la nascita del cinema ("Il cinema è nato perché necessario alle esigenze della scienza", afferma, tra gli altri, Virgilio Tosi). Il secondo capitolo affronta dunque la complessità e l'eterogeneità delle interpretazioni con cui si sono intuite le potenzialità nel campo della ricerca e in quello didattico-divulgativo del mezzo cinematografico. Potenzialità volte in primo luogo alla sfida con l'invisibile (cinematografia a raggi X), con l'infinitamente piccolo (microcinematografia) o veloce (cinematografia ultraveloce) o lento (cinematografia time-lapse) e così via. Se la necessità di un film scientifico-didattico è all'unanimità individuata nel fattore 'in movimento' al fine di promuovere la ripresa cinematografica a documentazione scientifica di fenomeni altrimenti invisibili e quindi non comparabili, i fattori di oggettività e di emozionalità aprono dilemmi che tendono a rimanere irriducibili ad un'interpretazione universalmente condivisa e risolversi piuttosto in singoli punti di vista che oscillano tra il bandire la componente emozionale dagli elementi funzionali all'efficacia del film scientifico-didattico e l'ammettere che la pura oggettività è tanto improbabile quanto non auspicabile. Il problema di individuare dei criteri universali per valutare il film scientifico-didattico è percepito dalla stessa Giuria della Rassegna, sin dai primi anni. Tuttavia la scala dei valori adottata, riportata in alcuni documenti relativi ai primi anni, tradisce di fatto un'eterogeneità di parametri valutativi (contenuto scientifico, tecnica, funzionalità didattica, proprietà e coerenza linguistica, intensità espressiva, eventuale valore poetico) per cui la definizione di film scientifico-didattico rimane aleatoria. Al contrario, istituzioni quali l'Encyclopaedia Cinematographica promuovono una chiara formula di film scientifico-didattico in cui l'oggettività è condizione imprescindibile. Con il terzo capitolo s'è inteso proseguire lo studio della Rassegna quale interprete delle esigenze socio-culturali dalla metà degli anni Cinquanta portando in luce alcuni fatti-simbolo che, soprattutto con la fondazione di Istituti e Associazioni attive a livello internazionale, testimoniano di un'attenzione sempre maggiore verso la cinematografia scientifica-didattica. L'attività dell'International Scientific Film Association (I.S.F.A.,1947) assieme a quella di alcuni Centri in Europa (basti ricordare Institut für den Wissenschaftlichen Film di Göttingen, nato nel 1953) o nel mondo (si pensi al National Film Board of Canada, fondato nel 1939) inseriscono così la Rassegna all'interno di un settore cinematografico che fuori Italia ha già trovato forme istituzionali quali centri produttivi e promozionali del film scientifico-didattico. Con la nascita della Rassegna – eredità della Mostra Internazionale del Film scientifico e del Documentario d'arte (sezione collaterale della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia, tenutasi per quattro edizioni, dal 1950 al 1953) – l'asse Padova-Venezia si fa crocevia senza eguali nella storia delle manifestazioni sul cinema scientifico-didattico. Ecco dunque che nel 1961 si crea il Centro di Cinematografia scientifica dell'Università di Padova preposto, in primo luogo, all'organizzazione della Rassegna, alla conservazione e divulgazione dei film vincitori di cui, per regolamento della Rassegna stessa, l'Università di Padova chiede copia. Due anni dopo, nel 1963, viene costituita l'Associazione Italiana di Cinematografia scientifica (A.I.C.S.). Il quarto ed ultimo capitolo della tesi è dedicato agli anni Sessanta e ai primi anni Settanta: in primo luogo, alla nascita dell'A.I.C.S., all'attività editoriale di quest'ultima per mezzo di un proprio Bollettino e ad alcune delle figure di cineasti-scienziati protagonisti dell'Associazione italiana come della Rassegna. Dalla sua fondazione, in occasione di quest'ultima, l'A.I.C.S. assegna un proprio premio, mentre è solo dal 1973 che andrà a sostituire la Commissione per la Cinematografia scientifica del Consiglio Nazionale delle Ricerche, rappresentante per l'Italia all'interno dell'I.S.F.A. dal 1949. A concludere il capitolo, l'appendice sul Centro di Cinematografia scientifica dell'Università di Padova redatta sulla base della relazione presentata in occasione del convegno I responsabili degli organismi universitari europei di cinematografia scientifica, di ricerca e dei mezzi audiovisivi, (Padova, 1975) organizzato dalla stessa Rassegna. Agli atti di tale convegno – e parzialmente a quelli di altri – la tesi fa ampiamente riferimento quale rara documentazione sui Centri all'epoca attivi e, per la maggior parte, ora non più esistenti.
28-gen-2013
Italiano
cinema scientifico, film di ricerca, film di divulgazione, film didattico (per l'insegnamento superiore), International Scientific Film Association (I.S.F.A.), Associazione Italiana di Cinematografia scientifica (A.I.C.S.), Research Films, Service du Film de Recherche Scientifique, Centri di Cinematografia scientifica universitari, Virgilio Tosi, Giuseppe Flores D'Arcais, Étienne-Jules Marey, Jean Painlevé, Encyclopaedia Cinematographica, Single Concept film, Bucranio
ZOTTI MINICI, CARLO ALBERTO
ROMANI, VITTORIA
Università degli studi di Padova
File in questo prodotto:
File Dimensione Formato  
Catalogo.pdf

accesso aperto

Licenza: Tutti i diritti riservati
Dimensione 2.73 MB
Formato Adobe PDF
2.73 MB Adobe PDF Visualizza/Apri
Buzzo_tesi.pdf

accesso aperto

Licenza: Tutti i diritti riservati
Dimensione 3.63 MB
Formato Adobe PDF
3.63 MB Adobe PDF Visualizza/Apri

I documenti in UNITESI sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/93727
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:UNIPD-93727