Le limitate evidenze e la fluttuazione dei comportamenti intenzionali neiin pazienti in stato di minima coscienza (SMC) richiedono la ricerca di un indice marcatore elettrofisiologico obiettivo del livello di coscienza. Nel presente studio, è stato mostrato un confronto tra potenziali evento-correlati (ERP) utilizzando diversi livelli di complessità di stimolo. Gli ERP sono stati registrati in diciassette pazienti, di cui sei in stato vegetativo (SV), 11 in SMC, e 10 controlli sani. I partecipanti sono stati sottoposti a tre paradigmi di diverso grado di complessità: toni puri, il nome proprio del soggetto verso toni puri, e verso altri nomi. Sono state riscontrate risposte corticali in tutti i pazienti in SMC, ed in 6 degli 11 pazienti in SV. I controlli sani ed i pazienti in SMC hanno mostrato un progressivo aumento della latenza dell’onda P300 in relazione al livello di complessità dello stimolo. Nessuna modulazione di latenza è stata osservata nei pazienti in SV. Questi risultati suggeriscono che la modulazione di latenza della P300 relativa a complessità dello stimolo può rappresentare un indice obiettivo dell’integrazione tra aree di elaborazione di ordine superiore, presupposto necessario per il recupero della coscienza. Un secondo passo è stato incoraggiato dal lavoro di Schiff e coll. (2007) che riportarono il miglioramento clinico di un paziente in SMC dopo stimolazione cerebrale profonda (DBS). Abbiamo studiato sei pazienti sottoponendoli ad uno studio di tipo ABA con alternanza tra stimolazione magnetica transcranica ripetitiva (rTMS) e stimolazione dei nervi periferici. Dopo stimolazione periferica, i pazienti non ha evidenziato variazioni dei quadric clinico, comportamentale o elettroencefalografico (EEG). Tuttavia, dopo la rTMS, un paziente manifestò un aumento della frequenza di specifici comportamenti coscienti, associato ad un incremento della potenza assoluta e relativa delle bande EEG alfa, beta e delta. Successivamente, è stato arruolato un campione più consistente di pazienti per riprodurre i primi incoraggianti risultati. Trenta pazienti in SV/SMC hanno partecipato ad uno studio controllato randomizzato che comportava l’utilizzo di stimoli transcranici con stimolazione transcranica a corrente continua (tDCS) e rTMS. I pazienti in SMC hanno mostrato un aumento di connettività fronto-parietale, che indica una complessa elaborazione delle informazioni sensoriali, ed una diminuzione della fluttuazione dell’arousal. Il quadro dei pazienti in SV rimase invariato. Questi risultati suggeriscono che la rTMS può migliorare le connessioni a lungo raggio tra remote aree corticali e promuovere, in qualche modo, il recupero di coscienza nei pazienti in SMC.
Verso la comprensione dello stato vegetativo e di minima coscienza.
CAVINATO, MARIANNA
2013
Abstract
Le limitate evidenze e la fluttuazione dei comportamenti intenzionali neiin pazienti in stato di minima coscienza (SMC) richiedono la ricerca di un indice marcatore elettrofisiologico obiettivo del livello di coscienza. Nel presente studio, è stato mostrato un confronto tra potenziali evento-correlati (ERP) utilizzando diversi livelli di complessità di stimolo. Gli ERP sono stati registrati in diciassette pazienti, di cui sei in stato vegetativo (SV), 11 in SMC, e 10 controlli sani. I partecipanti sono stati sottoposti a tre paradigmi di diverso grado di complessità: toni puri, il nome proprio del soggetto verso toni puri, e verso altri nomi. Sono state riscontrate risposte corticali in tutti i pazienti in SMC, ed in 6 degli 11 pazienti in SV. I controlli sani ed i pazienti in SMC hanno mostrato un progressivo aumento della latenza dell’onda P300 in relazione al livello di complessità dello stimolo. Nessuna modulazione di latenza è stata osservata nei pazienti in SV. Questi risultati suggeriscono che la modulazione di latenza della P300 relativa a complessità dello stimolo può rappresentare un indice obiettivo dell’integrazione tra aree di elaborazione di ordine superiore, presupposto necessario per il recupero della coscienza. Un secondo passo è stato incoraggiato dal lavoro di Schiff e coll. (2007) che riportarono il miglioramento clinico di un paziente in SMC dopo stimolazione cerebrale profonda (DBS). Abbiamo studiato sei pazienti sottoponendoli ad uno studio di tipo ABA con alternanza tra stimolazione magnetica transcranica ripetitiva (rTMS) e stimolazione dei nervi periferici. Dopo stimolazione periferica, i pazienti non ha evidenziato variazioni dei quadric clinico, comportamentale o elettroencefalografico (EEG). Tuttavia, dopo la rTMS, un paziente manifestò un aumento della frequenza di specifici comportamenti coscienti, associato ad un incremento della potenza assoluta e relativa delle bande EEG alfa, beta e delta. Successivamente, è stato arruolato un campione più consistente di pazienti per riprodurre i primi incoraggianti risultati. Trenta pazienti in SV/SMC hanno partecipato ad uno studio controllato randomizzato che comportava l’utilizzo di stimoli transcranici con stimolazione transcranica a corrente continua (tDCS) e rTMS. I pazienti in SMC hanno mostrato un aumento di connettività fronto-parietale, che indica una complessa elaborazione delle informazioni sensoriali, ed una diminuzione della fluttuazione dell’arousal. Il quadro dei pazienti in SV rimase invariato. Questi risultati suggeriscono che la rTMS può migliorare le connessioni a lungo raggio tra remote aree corticali e promuovere, in qualche modo, il recupero di coscienza nei pazienti in SMC.File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/94549
URN:NBN:IT:UNIPD-94549