Tra corporeità , spazialità  e immaginazione: forme dell'empatia in Husserl. Riassunto La ricerca si è focalizzata sull'empatia husserliana intesa quale momento centrale nella costituzione della soggettività  fenomenologica, come un vero e proprio percorso genetico nel quale il soggetto husserliano si rivela come un essere strutturalmente legato agli altri dai livelli del Leib fino a quelli del Geist. In particolare, a partire dall'analisi dei testi di HUA XIII-XIV-XV Zur Phänomenologie der Intersubjektivität, dei manoscritti sull'intersoggettività  ancora inediti (gruppo E) e, naturalmente, di opere come le Meditazioni cartesiane o Idee II, l'attenzione si è concentrata sull'analisi degli strati sorgivi e primari dell'empatia husserliana, quelli legati soprattutto ai processi fisici e psico-fisici, nel tentativo di mostrare che se si vuole davvero comprendere quale sia il fondamento primo della possibilità  di accesso all'altro, cioè come sia possibile che l'alter-ego venga a rappresentare un reale Mitsubjekt con una funzione costituente nei confronti del mondo, si deve ripartire dall'analisi delle dinamiche empatiche più basilari, dall'origine corporea del nostro rapporto con gli altri. La tesi si compone di quattro capitoli, il primo dei quali, intitolato Riduzione e riduzioni: la funzione dell'astrazione primordiale, prende in esame soprattutto il problema della riduzione primordiale, momento della fenomenologia husserliana dell'intersoggettività  spesso frainteso dalla critica, ma che deve invece essere chiarito come essenziale da un punto di vista metodologico, per comprendere sia ciò che unisce i diversi ego, sia ciò che li distingue. La riduzione primordiale è stata prima di tutto definita e differenziata rispetto agli altri tipi di riduzione e, in secondo luogo, analizzata in relazione alla questione ancora molto dibattuta dell'Ur-Ich. Si è inoltre chiarito il significato dell'"empatia primordiale" e dell'"altro primordiale" e si sono prese, più in generale, in considerazione le modalità  di "uscita" dall'astrazione primordiale, e cioè quelle forme di auto-estraneazione delle quali il soggetto dispone già  nell'astrazione primordiale stessa, evidenziando la differenza tra sich anders fingieren e sich Andere fingieren. Il secondo capitolo, dal titolo Analogia ed empatia corporea, si sofferma invece sul tema centrale dell' empatia husserliana, e cioè quello dell' analogia, con particolare attenzione alla sua più originaria declinazione nel senso di analogia corporea. Nella prima parte si procede ad una definizione della natura dell' analogia husserliana: in primis si mostra come essa sorga in contrapposizione alla teoria dell' Analogienschluss di Lipps ed Erdmann, per definirsi invece come un tipo di associazione passiva e del tutto pre-inferenziale; in secondo luogo se ne propone un'interpretazione nel senso di una forma di analogia di partecipazione. Nella seconda parte si esaminano invece le forme primarie di riempimento dell' analogia, mostrando, come il riconoscimento dell' altro abbia non solo una prima attivazione nella passività , ma anche molteplici momenti di " riempimento" ; tali momenti di " riempimento" sono stati presi in considerazione attraverso la differenziazione tra empatia propria e impropria, evidenziando come l' empatia sorga sempre in diretta relazione alla percezione della corporeità , intesa non solo come Leibwahrnehmung, ma addirittura come vera e propria Körperwahrnehmung. Il terzo capitolo si intitola Analogia in movimento: lo scambio di posizioni e analizza lo sviluppo in senso dinamico dell'analogia husserliana, mostrando come l' empatia debba fondarsi su concrete possibilità  di partecipazione al punto di vista dell'altro, inteso non solo in senso metaforico, ma primariamente come vero e proprio spazio dell' altro; queste possibilità  sono analizzate da Husserl attraverso le differenti modulazioni che lo scambio di posizioni offre e, in particolare, attraverso la tematizzazione in primis dell' wenn ich dort bin, rappresentazione che, attraverso l' uso di una componente immaginativa, permette a due soggetti di avere la stessa posizione nello stesso momento; e successivamente del wie wenn ich dort wäre, in base al quale per, invece, sulla base del Leib cinestesico, due corpi possono realmente venire ad occupare la medesima posizione, sebbene in tempi differenti. Nella seconda parte del capitolo si analizza il problema del rapporto tra empatia e immaginazione e, più in generale, del rapporto tra l' empatia e le altre possibili forme di presentificazione, come il ricordo, la fantasia e la coscienza d' immagine; in particolare è stato sottolineato come in relazione all'empatia si possa rintracciare una forma specifica di immaginazione, definibile come "immaginazione posizionale" o gebundene Phantasie. Infine il quarto capitolo, Normalità  e deviazioni: fin dove può giungere l' analogia?, si apre con una breve incursione in un'ulteriore possibile espressione dello scambio di posizioni: als ob ich er wäre, formula che rinvia all' intersoggettività  costituita e attraverso la quale Husserl tematizza la partecipazione alla punto di vista dell' altro, altro ora inteso come personalità  a tutto tondo, come persona con una sua determinata e peculiare relazione con il mondo circostante. Dopo questa incursione, le analisi si rivolgono invece al fondamentale problema della definizione del binomio normalità-anormalità, binomio essenziale per il problema dell' empatia; è infatti Husserl stesso a sottolineare come l' intera fenomenologia dell' intersoggettività  si basi sul presupposto implicito della normalità , presupposto che deve però ad un certo punto essere esplicitato e tematizzato. La normalità  si mostra allora nella sua natura di idealizzazione, poiché nella realtà  non si danno né l' Uomo-medio, né l' esperienza del mondo-media. Su tali basi si sono allora distinti due differenti concetti di anormalità : l' anormalità  " quotidiana" , che permane nella sfera della normalità  stessa ed è rappresentata, ad esempio, dal caso ad Husserl particolarmente caro del daltonismo; e l'anormalità  che invece rappresenta una vera e propria " rottura" con la sfera della normalità  e che ci pone nella situazione di comprendere se l' estromissione dalla costituzione intersoggettiva della realtà  delle vere e proprie variazioni anomale della soggettività , come gli animali o i pazzi, sia davvero un'operazione fondata.

Tra corporeità, spazialità  e immaginazione: forme dell'empatia in Husserl

BANDIERA, DANIELA
2013

Abstract

Tra corporeità , spazialità  e immaginazione: forme dell'empatia in Husserl. Riassunto La ricerca si è focalizzata sull'empatia husserliana intesa quale momento centrale nella costituzione della soggettività  fenomenologica, come un vero e proprio percorso genetico nel quale il soggetto husserliano si rivela come un essere strutturalmente legato agli altri dai livelli del Leib fino a quelli del Geist. In particolare, a partire dall'analisi dei testi di HUA XIII-XIV-XV Zur Phänomenologie der Intersubjektivität, dei manoscritti sull'intersoggettività  ancora inediti (gruppo E) e, naturalmente, di opere come le Meditazioni cartesiane o Idee II, l'attenzione si è concentrata sull'analisi degli strati sorgivi e primari dell'empatia husserliana, quelli legati soprattutto ai processi fisici e psico-fisici, nel tentativo di mostrare che se si vuole davvero comprendere quale sia il fondamento primo della possibilità  di accesso all'altro, cioè come sia possibile che l'alter-ego venga a rappresentare un reale Mitsubjekt con una funzione costituente nei confronti del mondo, si deve ripartire dall'analisi delle dinamiche empatiche più basilari, dall'origine corporea del nostro rapporto con gli altri. La tesi si compone di quattro capitoli, il primo dei quali, intitolato Riduzione e riduzioni: la funzione dell'astrazione primordiale, prende in esame soprattutto il problema della riduzione primordiale, momento della fenomenologia husserliana dell'intersoggettività  spesso frainteso dalla critica, ma che deve invece essere chiarito come essenziale da un punto di vista metodologico, per comprendere sia ciò che unisce i diversi ego, sia ciò che li distingue. La riduzione primordiale è stata prima di tutto definita e differenziata rispetto agli altri tipi di riduzione e, in secondo luogo, analizzata in relazione alla questione ancora molto dibattuta dell'Ur-Ich. Si è inoltre chiarito il significato dell'"empatia primordiale" e dell'"altro primordiale" e si sono prese, più in generale, in considerazione le modalità  di "uscita" dall'astrazione primordiale, e cioè quelle forme di auto-estraneazione delle quali il soggetto dispone già  nell'astrazione primordiale stessa, evidenziando la differenza tra sich anders fingieren e sich Andere fingieren. Il secondo capitolo, dal titolo Analogia ed empatia corporea, si sofferma invece sul tema centrale dell' empatia husserliana, e cioè quello dell' analogia, con particolare attenzione alla sua più originaria declinazione nel senso di analogia corporea. Nella prima parte si procede ad una definizione della natura dell' analogia husserliana: in primis si mostra come essa sorga in contrapposizione alla teoria dell' Analogienschluss di Lipps ed Erdmann, per definirsi invece come un tipo di associazione passiva e del tutto pre-inferenziale; in secondo luogo se ne propone un'interpretazione nel senso di una forma di analogia di partecipazione. Nella seconda parte si esaminano invece le forme primarie di riempimento dell' analogia, mostrando, come il riconoscimento dell' altro abbia non solo una prima attivazione nella passività , ma anche molteplici momenti di " riempimento" ; tali momenti di " riempimento" sono stati presi in considerazione attraverso la differenziazione tra empatia propria e impropria, evidenziando come l' empatia sorga sempre in diretta relazione alla percezione della corporeità , intesa non solo come Leibwahrnehmung, ma addirittura come vera e propria Körperwahrnehmung. Il terzo capitolo si intitola Analogia in movimento: lo scambio di posizioni e analizza lo sviluppo in senso dinamico dell'analogia husserliana, mostrando come l' empatia debba fondarsi su concrete possibilità  di partecipazione al punto di vista dell'altro, inteso non solo in senso metaforico, ma primariamente come vero e proprio spazio dell' altro; queste possibilità  sono analizzate da Husserl attraverso le differenti modulazioni che lo scambio di posizioni offre e, in particolare, attraverso la tematizzazione in primis dell' wenn ich dort bin, rappresentazione che, attraverso l' uso di una componente immaginativa, permette a due soggetti di avere la stessa posizione nello stesso momento; e successivamente del wie wenn ich dort wäre, in base al quale per, invece, sulla base del Leib cinestesico, due corpi possono realmente venire ad occupare la medesima posizione, sebbene in tempi differenti. Nella seconda parte del capitolo si analizza il problema del rapporto tra empatia e immaginazione e, più in generale, del rapporto tra l' empatia e le altre possibili forme di presentificazione, come il ricordo, la fantasia e la coscienza d' immagine; in particolare è stato sottolineato come in relazione all'empatia si possa rintracciare una forma specifica di immaginazione, definibile come "immaginazione posizionale" o gebundene Phantasie. Infine il quarto capitolo, Normalità  e deviazioni: fin dove può giungere l' analogia?, si apre con una breve incursione in un'ulteriore possibile espressione dello scambio di posizioni: als ob ich er wäre, formula che rinvia all' intersoggettività  costituita e attraverso la quale Husserl tematizza la partecipazione alla punto di vista dell' altro, altro ora inteso come personalità  a tutto tondo, come persona con una sua determinata e peculiare relazione con il mondo circostante. Dopo questa incursione, le analisi si rivolgono invece al fondamentale problema della definizione del binomio normalità-anormalità, binomio essenziale per il problema dell' empatia; è infatti Husserl stesso a sottolineare come l' intera fenomenologia dell' intersoggettività  si basi sul presupposto implicito della normalità , presupposto che deve però ad un certo punto essere esplicitato e tematizzato. La normalità  si mostra allora nella sua natura di idealizzazione, poiché nella realtà  non si danno né l' Uomo-medio, né l' esperienza del mondo-media. Su tali basi si sono allora distinti due differenti concetti di anormalità : l' anormalità  " quotidiana" , che permane nella sfera della normalità  stessa ed è rappresentata, ad esempio, dal caso ad Husserl particolarmente caro del daltonismo; e l'anormalità  che invece rappresenta una vera e propria " rottura" con la sfera della normalità  e che ci pone nella situazione di comprendere se l' estromissione dalla costituzione intersoggettiva della realtà  delle vere e proprie variazioni anomale della soggettività , come gli animali o i pazzi, sia davvero un'operazione fondata.
29-gen-2013
Italiano
empatia, intersoggetività , Husserl, immaginazione, spazialità , corporeità 
BIASUTTI, FRANCO
MENEGONI, FRANCESCA
Università degli studi di Padova
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/95067
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:UNIPD-95067