Ognuno di noi trascorre una parte significativa della propria vita dormendo. Tuttavia, ad oggi la domanda “perché si dorme?” è ancora senza risposta. Nonostante ciò sappiamo che il sonno è un elemento fondamentale della nostra vita. Lo scopo principale della presente tesi è indagare il rapporto tra sonno e due aspetti vitali della vita umana, la regolazione cardiovascolare e il funzionamento cognitivo. In particolare, nella presente tesi sono stati studiati alcuni aspetti ancora poco chiari del rapporto tra sonno, attività cardiovascolare (Studio 1 e 3) e capacità cognitive (Studio 3 e 4) in giovani adulti con insonnia. Inoltre, nella presente dissertazione è stata investigata l'attività autonoma cardiaca durante il sonno diurno (Studio 2 ) e l' effetto del sonno sull’attenzione selettiva (Studio 5 ). I nostri risultati mostrano come durante il sonno l’attività autonoma prevalente sia quella parasimpatica, mentre l'attività simpatica tenda a ridursi. I risultati sembrano inoltre indicare come durante il sonno il sistema cardiovascolare "si riposi”, riducendo la sua attività rispetto alla veglia quando è il sistema simpatico a predominare. I nostri risultati hanno anche mostrato come durante il sonno diurno il profilo dell’attività cardiaca autonoma fosse simile a quello notturno. Questi dati indicano come sia il sonno stesso, piuttosto che uno specifico momento della giornata, a facilitare questo “rilassamento” cardiovascolare suggerendo come anche il sonno diurno possa fungere come periodo cardio-protettivo. Tuttavia quando il sonno è disturbato, come nell’insonnia, il bilanciamento autonomo diventa disfunzionale, in quanto caratterizzato da una costante ed elevata attività simpatica. Negli insonni questa elevata attività cardiovascolare sembra essere presente anche durante la veglia diurna. Abbiamo infatti osservato negli insonni sia un profilo autonomo disfunzionale durante il sonno sia un’elevata attività cardiovascolare a riposo e durante l'esecuzione di compiti cognitivi. Quindi quando il sonno è disturbato, come nell’insonnia, la regolazione autonoma diventa disfunzionale portando ad una elevata attività cardiovascolare che espone le persone a possibile rischi cardiovascolari a lungo termine. Abbiamo inoltre confermato l’importanza del sonno nel funzionamento cognitivo. Abbiamo infatti osservato, in individui sani, come il sonno faciliti il consolidamento e il miglioramento di informazioni procedurali. Tuttavia questo effetto non è stato osservato negli insonni. Inoltre negli insonni abbiamo osservato difficoltà anche a carico della memoria di lavoro. Questi risultati suggeriscono che un sonno disturbato non solo influenzi direttamente l’elaborazione cognitiva durante la notte, come il consolidamento sonno-dipendente delle informazioni, ma influisca anche su altre funzioni cognitive come la memoria di lavoro. Infine, abbiamo descritto il ruolo del sonno nel miglioramento delle capacità attentive, osservando una relazione tra sonno leggero, fusi del sonno e miglioramento attentivo.
The Effects Of Sleep On Autonomic Regulation, Cardiovascular Activity, And Cognitive Processing
CELLINI, NICOLA
2014
Abstract
Ognuno di noi trascorre una parte significativa della propria vita dormendo. Tuttavia, ad oggi la domanda “perché si dorme?” è ancora senza risposta. Nonostante ciò sappiamo che il sonno è un elemento fondamentale della nostra vita. Lo scopo principale della presente tesi è indagare il rapporto tra sonno e due aspetti vitali della vita umana, la regolazione cardiovascolare e il funzionamento cognitivo. In particolare, nella presente tesi sono stati studiati alcuni aspetti ancora poco chiari del rapporto tra sonno, attività cardiovascolare (Studio 1 e 3) e capacità cognitive (Studio 3 e 4) in giovani adulti con insonnia. Inoltre, nella presente dissertazione è stata investigata l'attività autonoma cardiaca durante il sonno diurno (Studio 2 ) e l' effetto del sonno sull’attenzione selettiva (Studio 5 ). I nostri risultati mostrano come durante il sonno l’attività autonoma prevalente sia quella parasimpatica, mentre l'attività simpatica tenda a ridursi. I risultati sembrano inoltre indicare come durante il sonno il sistema cardiovascolare "si riposi”, riducendo la sua attività rispetto alla veglia quando è il sistema simpatico a predominare. I nostri risultati hanno anche mostrato come durante il sonno diurno il profilo dell’attività cardiaca autonoma fosse simile a quello notturno. Questi dati indicano come sia il sonno stesso, piuttosto che uno specifico momento della giornata, a facilitare questo “rilassamento” cardiovascolare suggerendo come anche il sonno diurno possa fungere come periodo cardio-protettivo. Tuttavia quando il sonno è disturbato, come nell’insonnia, il bilanciamento autonomo diventa disfunzionale, in quanto caratterizzato da una costante ed elevata attività simpatica. Negli insonni questa elevata attività cardiovascolare sembra essere presente anche durante la veglia diurna. Abbiamo infatti osservato negli insonni sia un profilo autonomo disfunzionale durante il sonno sia un’elevata attività cardiovascolare a riposo e durante l'esecuzione di compiti cognitivi. Quindi quando il sonno è disturbato, come nell’insonnia, la regolazione autonoma diventa disfunzionale portando ad una elevata attività cardiovascolare che espone le persone a possibile rischi cardiovascolari a lungo termine. Abbiamo inoltre confermato l’importanza del sonno nel funzionamento cognitivo. Abbiamo infatti osservato, in individui sani, come il sonno faciliti il consolidamento e il miglioramento di informazioni procedurali. Tuttavia questo effetto non è stato osservato negli insonni. Inoltre negli insonni abbiamo osservato difficoltà anche a carico della memoria di lavoro. Questi risultati suggeriscono che un sonno disturbato non solo influenzi direttamente l’elaborazione cognitiva durante la notte, come il consolidamento sonno-dipendente delle informazioni, ma influisca anche su altre funzioni cognitive come la memoria di lavoro. Infine, abbiamo descritto il ruolo del sonno nel miglioramento delle capacità attentive, osservando una relazione tra sonno leggero, fusi del sonno e miglioramento attentivo.File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/97367
URN:NBN:IT:UNIPD-97367