Nonostante le cospicue ricerche condotte sulle chiese romane, il complesso di S. Saba è per alcuni aspetti ancora poco conosciuto. Disposto sulla sommità dell’Aventino minore, l’insediamento è costituito dall’omonima basilica, dalla casa parrocchiale adiacente al lato sud e da un ulteriore edificio, attiguo alla parete nord; un alto muro di cinta perimetra l’insieme, isolandolo dal contesto urbano circostante. Gli edifici attuali insistono su strutture preesistenti, conservate sotto il sedime della chiesa e riportate alla luce nel primo decennio del Novecento: l’ambiente principale è costituito dai resti di un’aula tardoantica, adattata a oratorio di un monastero altomedievale. La basilica superiore, l’attiguo chiostro e gli edifici annessi – ricostruiti nel basso Medioevo – sono stati trasformati e ampliati a più riprese fino al XVII secolo, quando è iniziato un lungo periodo di declino e abbandono. All’inizio del XX secolo, l’Associazione Artistica fra i Cultori di Architettura intraprese il restauro e lo scavo della basilica, mentre fra gli anni Trenta e Cinquanta del secolo scorso – dopo l’elevazione del complesso a sede parrocchiale – furono avviati consistenti lavori di adeguamento degli edifici attigui. La disamina dei principali contributi di ricerca evidenzia la mancanza di studi recenti che, attraverso l’esame delle fonti d’archivio e l’analisi diretta degli edifici, contribuiscano a chiarire le vicende architettoniche dell’intero complesso. La storiografia esistente privilegia un taglio archeologico e storico-artistico, interessandosi soprattutto alle strutture ipogee di età tardoantica e altomedievale. Parallelamente, i saggi relativi alle trasformazioni bassomedievali sono poco numerosi e la maggior parte di questi si riferisce a periodi cronologicamente circoscritti o ad argomenti particolari, quali le tecniche costruttive, il reimpiego di spolia, la schola cantorum, gli affreschi, le epigrafi; mancano, invece, studi specifici relativi all’organismo architettonico e alle sue successive addizioni. La ricerca è stata mirata in primo luogo a restituire organicamente le vicende costruttive del complesso, al fine d’implementare gli apporti conoscitivi di carattere architettonico. Sono stati quindi indagati gli interventi che hanno qualificato maggiormente l’assetto della chiesa e del monastero, al fine di chiarire il significato delle trasformazioni principali e d’inquadrare il ‘caso’ di S. Saba in un più ampio contesto di riferimento. In particolare, sono state approfondite le problematiche irrisolte relative alle vicende trasformative dell’aula absidata, i caratteri tipologici, morfologici e costruttivi della basilica superiore e della cripta, i lavori condotti durante il cantiere di primo Novecento e le trasformazioni più recenti. Sono state elaborate, infine, alcune riflessioni inerenti gli esiti del processo di trasformazione.
Il complesso di San Saba. Vicende costruttive e interventi di restauro
CUTARELLI, SILVIA
2017
Abstract
Nonostante le cospicue ricerche condotte sulle chiese romane, il complesso di S. Saba è per alcuni aspetti ancora poco conosciuto. Disposto sulla sommità dell’Aventino minore, l’insediamento è costituito dall’omonima basilica, dalla casa parrocchiale adiacente al lato sud e da un ulteriore edificio, attiguo alla parete nord; un alto muro di cinta perimetra l’insieme, isolandolo dal contesto urbano circostante. Gli edifici attuali insistono su strutture preesistenti, conservate sotto il sedime della chiesa e riportate alla luce nel primo decennio del Novecento: l’ambiente principale è costituito dai resti di un’aula tardoantica, adattata a oratorio di un monastero altomedievale. La basilica superiore, l’attiguo chiostro e gli edifici annessi – ricostruiti nel basso Medioevo – sono stati trasformati e ampliati a più riprese fino al XVII secolo, quando è iniziato un lungo periodo di declino e abbandono. All’inizio del XX secolo, l’Associazione Artistica fra i Cultori di Architettura intraprese il restauro e lo scavo della basilica, mentre fra gli anni Trenta e Cinquanta del secolo scorso – dopo l’elevazione del complesso a sede parrocchiale – furono avviati consistenti lavori di adeguamento degli edifici attigui. La disamina dei principali contributi di ricerca evidenzia la mancanza di studi recenti che, attraverso l’esame delle fonti d’archivio e l’analisi diretta degli edifici, contribuiscano a chiarire le vicende architettoniche dell’intero complesso. La storiografia esistente privilegia un taglio archeologico e storico-artistico, interessandosi soprattutto alle strutture ipogee di età tardoantica e altomedievale. Parallelamente, i saggi relativi alle trasformazioni bassomedievali sono poco numerosi e la maggior parte di questi si riferisce a periodi cronologicamente circoscritti o ad argomenti particolari, quali le tecniche costruttive, il reimpiego di spolia, la schola cantorum, gli affreschi, le epigrafi; mancano, invece, studi specifici relativi all’organismo architettonico e alle sue successive addizioni. La ricerca è stata mirata in primo luogo a restituire organicamente le vicende costruttive del complesso, al fine d’implementare gli apporti conoscitivi di carattere architettonico. Sono stati quindi indagati gli interventi che hanno qualificato maggiormente l’assetto della chiesa e del monastero, al fine di chiarire il significato delle trasformazioni principali e d’inquadrare il ‘caso’ di S. Saba in un più ampio contesto di riferimento. In particolare, sono state approfondite le problematiche irrisolte relative alle vicende trasformative dell’aula absidata, i caratteri tipologici, morfologici e costruttivi della basilica superiore e della cripta, i lavori condotti durante il cantiere di primo Novecento e le trasformazioni più recenti. Sono state elaborate, infine, alcune riflessioni inerenti gli esiti del processo di trasformazione.File | Dimensione | Formato | |
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Tesi dottorato Cutarelli
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/98380
URN:NBN:IT:UNIROMA1-98380