L’impatto dei fattori di rischio cardiovascolare e delle possibili complicanze ischemiche dell’emicrania episodica sul rischio di cronicizzazione non è mai stato sistematicamente esplorato. I pochi dati relativi all’ipertensione e ai disturbi del metabolismo glucidico sono prevalentemente retrospettivi e non hanno fornito dati conclusivi. In questo studio prospettico su coorte, si conferma l’aumentata probabilità che i pazienti con emicrania episodica affetti da obesità sviluppino una forma cronica. Il fumo di sigaretta di per se è correlato ad una maggiore frequenza delle crisi ed aumenta, come noto, di circa 2 volte il rischio di cronicizzazione. Il diabete mellito di II tipo e la sindrome metabolica sono significativamente associati in questo studio a emicrania episodica e sembrano influenzare notevolmente lo sviluppo di una CM. Entrambe le condizioni aumentano di circa 2 volte il rischio a due anni di sviluppare una forma cronica di emicrania, indipendentemente dall’obesit{. L’ipertensione arteriosa essenziale risulta essere correlata alla frequenza delle crisi ma non influenzerebbe direttamente il rischio di cronicizzazione se non nel sesso femminile. Altri fattori (omocisteinemia, dislipidemia) correlano maggiormente con il sottotipo MA che evolve con minore probabilità verso una forma cronica. Allo stesso modo incidono le lesioni ischemiche subcliniche o correlate a un evento cerebrovascolare acuto che pertanto sembrano pertanto non influenzare direttamente il rischio di sviluppare una CM. 56 In conclusione pertanto, i dati di questo studio confermano la complessa interazione fra emicrania e patologie cerebrovascolari e il diverso pattern di influenza fra fattori di rischio vascolare e sottotipi di emicrania. Laddove l’emicrania con aura, infatti, è maggiormente correlata al danno d’organo di natura ischemica e al rischio di eventi cardiovascolari maggiori e minori, la forma senz’aura è più direttamente associata al rischio di sviluppare una cefalea cronica quotidiana, anche in relazione a fattori di rischio vascolare di tipo metabolico-infiammatorio. Un’attenta valutazione del profilo di predisposizione alle complicanze in base a sesso e sottotipo è di fondamentale importanza al fine di strutturare strategie terapeutiche preventive che migliorino la qualità della vita del paziente emicranico non solo a breve, ma anche a lungo termine.
Trasformazione cronica e fattori di rischio cardiovascolari nell' emicrania episodica: studio prospettico su coorte
TANGO, Francesca
2011
Abstract
L’impatto dei fattori di rischio cardiovascolare e delle possibili complicanze ischemiche dell’emicrania episodica sul rischio di cronicizzazione non è mai stato sistematicamente esplorato. I pochi dati relativi all’ipertensione e ai disturbi del metabolismo glucidico sono prevalentemente retrospettivi e non hanno fornito dati conclusivi. In questo studio prospettico su coorte, si conferma l’aumentata probabilità che i pazienti con emicrania episodica affetti da obesità sviluppino una forma cronica. Il fumo di sigaretta di per se è correlato ad una maggiore frequenza delle crisi ed aumenta, come noto, di circa 2 volte il rischio di cronicizzazione. Il diabete mellito di II tipo e la sindrome metabolica sono significativamente associati in questo studio a emicrania episodica e sembrano influenzare notevolmente lo sviluppo di una CM. Entrambe le condizioni aumentano di circa 2 volte il rischio a due anni di sviluppare una forma cronica di emicrania, indipendentemente dall’obesit{. L’ipertensione arteriosa essenziale risulta essere correlata alla frequenza delle crisi ma non influenzerebbe direttamente il rischio di cronicizzazione se non nel sesso femminile. Altri fattori (omocisteinemia, dislipidemia) correlano maggiormente con il sottotipo MA che evolve con minore probabilità verso una forma cronica. Allo stesso modo incidono le lesioni ischemiche subcliniche o correlate a un evento cerebrovascolare acuto che pertanto sembrano pertanto non influenzare direttamente il rischio di sviluppare una CM. 56 In conclusione pertanto, i dati di questo studio confermano la complessa interazione fra emicrania e patologie cerebrovascolari e il diverso pattern di influenza fra fattori di rischio vascolare e sottotipi di emicrania. Laddove l’emicrania con aura, infatti, è maggiormente correlata al danno d’organo di natura ischemica e al rischio di eventi cardiovascolari maggiori e minori, la forma senz’aura è più direttamente associata al rischio di sviluppare una cefalea cronica quotidiana, anche in relazione a fattori di rischio vascolare di tipo metabolico-infiammatorio. Un’attenta valutazione del profilo di predisposizione alle complicanze in base a sesso e sottotipo è di fondamentale importanza al fine di strutturare strategie terapeutiche preventive che migliorino la qualità della vita del paziente emicranico non solo a breve, ma anche a lungo termine.File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/98857
URN:NBN:IT:UNIROMA1-98857