La Dissertazione ricostruisce i rapporti tra i pensieri di Emmanuel Levinas e di Jean-Paul Sartre, sotto il profilo sia teoretico sia storico-filologico, seguendo un’ipotesi teorica originale. Il problema della sensatezza dell’esistenza viene individuato come chiave di una lettura coerente dei diversi luoghi in cui le filosofie di questi autori convergono e divergono, instaurando un dialogo. Questi punti di convergenza consistono essenzialmente nelle analisi fenomenologiche di vissuti la cui originalità motiva l’indagine comparativa, in questa sede, così come nell’ambito critico, di cui il presente lavoro integra esaustivamente le lacune. Inoltre, declinando fenomenologicamente la stessa tesi teorica su cui poggia, questa ricerca contribuisce a chiarire le dinamiche caratterizzanti il peculiare itinerario di recezione della fenomenologia in Francia, attraverso due dei primi e più importanti esponenti di questa corrente. Il lavoro è suddiviso in due parti, deputate a interpretare le relazioni tra le fenomenologie di Levinas e di Sartre, nei termini di un incontro, innanzitutto mancato; in secondo luogo, indiretto. La prima parte, suddivisa in due capitoli (in cui si analizzano i vissuti di "nausea" e "orrore"), pone le basi della ricerca sotto il profilo teorico e cronologico, rinvenendo nei primi scritti degli autori le rispettive genesi della questione che si ritiene muova e indirizzi i loro pensieri: evadere l’assurdo dell’esistenza che si rivela alla riflessione, nell’accesso a un orizzonte di senso stabile. La seconda parte, che consta di tre capitoli, ricostruisce il dialogo indiretto che ha avuto luogo tra i due, sulla base di numerosi elementi rinvenibili nelle opere levinasiane, valorizzando anche il pensiero sartriano, sotto il profilo teorico. In questa sede si analizzano i vissuti del "godimento" e della "vergogna" e si entra nel merito del dibattito sul rapporto tra creazione artistica e intersoggettività, in vista dell'evasione dall'assurdo, intesa come accesso a un orizzonte di senso stabile. Integrando il dibattito sullo "sguardo" e sulla "vergogna" con un'indagine concernente la "questione ebraica" e il valore dell'opera d'arte, si giunge a offrire un quadro coerente ed esaustivo dei rapporti tra le filosofie di Levinas e di Sartre. La tesi si chiude sostenendo che, nonostante le divergenze, i pensieri di Levinas e di Sartre restino profondamente legati dal valore del gesto fenomenologico per eccellenza, che conferisce alla coscienza una libertà tale da consentire un'apprensione del non-senso che non cede al nichilismo, potendolo sospendere, a favore di un tutt'altro orizzonte di senso.
Evadere l'assurdo: le fenomenologie dell'esistenza di Levinas e di Sartre tra convergenze e divergenze
VASARI, GIORGIA
2020
Abstract
La Dissertazione ricostruisce i rapporti tra i pensieri di Emmanuel Levinas e di Jean-Paul Sartre, sotto il profilo sia teoretico sia storico-filologico, seguendo un’ipotesi teorica originale. Il problema della sensatezza dell’esistenza viene individuato come chiave di una lettura coerente dei diversi luoghi in cui le filosofie di questi autori convergono e divergono, instaurando un dialogo. Questi punti di convergenza consistono essenzialmente nelle analisi fenomenologiche di vissuti la cui originalità motiva l’indagine comparativa, in questa sede, così come nell’ambito critico, di cui il presente lavoro integra esaustivamente le lacune. Inoltre, declinando fenomenologicamente la stessa tesi teorica su cui poggia, questa ricerca contribuisce a chiarire le dinamiche caratterizzanti il peculiare itinerario di recezione della fenomenologia in Francia, attraverso due dei primi e più importanti esponenti di questa corrente. Il lavoro è suddiviso in due parti, deputate a interpretare le relazioni tra le fenomenologie di Levinas e di Sartre, nei termini di un incontro, innanzitutto mancato; in secondo luogo, indiretto. La prima parte, suddivisa in due capitoli (in cui si analizzano i vissuti di "nausea" e "orrore"), pone le basi della ricerca sotto il profilo teorico e cronologico, rinvenendo nei primi scritti degli autori le rispettive genesi della questione che si ritiene muova e indirizzi i loro pensieri: evadere l’assurdo dell’esistenza che si rivela alla riflessione, nell’accesso a un orizzonte di senso stabile. La seconda parte, che consta di tre capitoli, ricostruisce il dialogo indiretto che ha avuto luogo tra i due, sulla base di numerosi elementi rinvenibili nelle opere levinasiane, valorizzando anche il pensiero sartriano, sotto il profilo teorico. In questa sede si analizzano i vissuti del "godimento" e della "vergogna" e si entra nel merito del dibattito sul rapporto tra creazione artistica e intersoggettività, in vista dell'evasione dall'assurdo, intesa come accesso a un orizzonte di senso stabile. Integrando il dibattito sullo "sguardo" e sulla "vergogna" con un'indagine concernente la "questione ebraica" e il valore dell'opera d'arte, si giunge a offrire un quadro coerente ed esaustivo dei rapporti tra le filosofie di Levinas e di Sartre. La tesi si chiude sostenendo che, nonostante le divergenze, i pensieri di Levinas e di Sartre restino profondamente legati dal valore del gesto fenomenologico per eccellenza, che conferisce alla coscienza una libertà tale da consentire un'apprensione del non-senso che non cede al nichilismo, potendolo sospendere, a favore di un tutt'altro orizzonte di senso.File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/99432
URN:NBN:IT:UNIROMA1-99432