La ricerca dal titolo “Soggetti, processi produttivi e spazi agrari: una etnografia della produzione agricola nella pampa santafesina” si concentra, in una prima battuta, sull’analisi dei processi storici e tecnologici attraverso i quali un’area a bassissima densità antropica e dedita all’allevamento si convertì in pochi decenni in un’area ad agricoltura intensiva, destinata all’agro-esportazione, e sull’individuazione del ruolo storico ricoperto dall’immigrazione europea, soprattutto italiana, nella colonizzazione e nell’espansione agricola dell’area; in seconda istanza, più approfonditamente, l’analisi è orientata al nuovo spazio rurale contemporaneo con il fine di ripensare antropologicamente le categorie classiche dei soggetti agrari santafesini (es.: possidenti, affittuari, salariati) in funzione della nascita di nuovi attori (es.: rentiers), delle nuove strategie di produzione e di organizzazione del lavoro (es.: contratistas) e di nuove monocolture (es.: espansione sojera). Nell’indagine, tutti gli aspetti citati hanno nella dimensione sociale la propria cornice di senso, con il fine di indagare le nuove emergenti configurazioni identitarie e culturali (es.: continuità, adattamenti e trasformazioni dei chacareros), le nuovi visioni della campagna e le nuove posizioni in relazione alla terra, ponendo attenzione anche alla dimensione patrimoniale e alle dinamiche di relazione e di riproduzione comunitaria, attraverso la ricostruzione delle trasformazioni storiche nella proprietà della terra e del ruolo ricoperto da piccoli e medi produttori nello scenario agricolo dell’area. Il rurale si configura quindi come uno spazio polisemico anche extra-agricolo, perché è sia luogo di lavoro di persone che vivono in città, sia residenza di lavoratori che non si occupano di agricoltura, sia territorio dove si producono beni e servizi che non sono solo di origine agricola. I centri popolati hanno oramai tagliato le mediazioni classiche con la città, si sono fatti città agrarie o agro-città per l’appunto (Albadelejo, 2004). La campagna è urbanizzata, i pueblos sono urbanizados (Gras, 2012) ma il campo continua a muovere, «el campo mueve todo» nelle narrative locali e nella percezione urbana. Rileggendo la tradizione di studi antropologici sul mondo contadino e delle farms, studi di antropologia economica e studi sociologici sull’agricoltura, e attraverso le metodologie tipiche della ricerca antropologica, come l’osservazione partecipante, un’immersione prolungata e multisituata nel contesto etnografico attraverso più missioni, lo shadowing, o la realizzazione di interviste aperte ad individui e gruppi, si è indagata la nuova configurazione rurale della pampa santafesina nel passaggio dall’agricoltura familiare ai modelli di agrobusiness contemporaneo. La persistenza, le trasformazioni e le continuità della prima, trovano nuova ragione nel paesaggio verso la seconda, generando una moltiplicazione dei destini e degli attori in gioco che, a voler considerare l’altissima omogeneità tecnologica e produttiva, risulta maggiormente sorprendente. Si è cercato altresì di individuare, a partire dalle riflessioni che hanno seguito la liberalizzazione della soia transgenica in Argentina (1996), quale fosse la nuova relazione tra i produttori, la risorsa terra e il rurale come spazio geografico e culturale, nella scalarità sfumata tra agricoltura contadina, imprenditoriale e capitalista.

Soggetti, processi produttivi e spazi agrari: una etnografia della produzione agricola nella pampa santafesina

VERTUCCI, BENEDETTO
2019

Abstract

La ricerca dal titolo “Soggetti, processi produttivi e spazi agrari: una etnografia della produzione agricola nella pampa santafesina” si concentra, in una prima battuta, sull’analisi dei processi storici e tecnologici attraverso i quali un’area a bassissima densità antropica e dedita all’allevamento si convertì in pochi decenni in un’area ad agricoltura intensiva, destinata all’agro-esportazione, e sull’individuazione del ruolo storico ricoperto dall’immigrazione europea, soprattutto italiana, nella colonizzazione e nell’espansione agricola dell’area; in seconda istanza, più approfonditamente, l’analisi è orientata al nuovo spazio rurale contemporaneo con il fine di ripensare antropologicamente le categorie classiche dei soggetti agrari santafesini (es.: possidenti, affittuari, salariati) in funzione della nascita di nuovi attori (es.: rentiers), delle nuove strategie di produzione e di organizzazione del lavoro (es.: contratistas) e di nuove monocolture (es.: espansione sojera). Nell’indagine, tutti gli aspetti citati hanno nella dimensione sociale la propria cornice di senso, con il fine di indagare le nuove emergenti configurazioni identitarie e culturali (es.: continuità, adattamenti e trasformazioni dei chacareros), le nuovi visioni della campagna e le nuove posizioni in relazione alla terra, ponendo attenzione anche alla dimensione patrimoniale e alle dinamiche di relazione e di riproduzione comunitaria, attraverso la ricostruzione delle trasformazioni storiche nella proprietà della terra e del ruolo ricoperto da piccoli e medi produttori nello scenario agricolo dell’area. Il rurale si configura quindi come uno spazio polisemico anche extra-agricolo, perché è sia luogo di lavoro di persone che vivono in città, sia residenza di lavoratori che non si occupano di agricoltura, sia territorio dove si producono beni e servizi che non sono solo di origine agricola. I centri popolati hanno oramai tagliato le mediazioni classiche con la città, si sono fatti città agrarie o agro-città per l’appunto (Albadelejo, 2004). La campagna è urbanizzata, i pueblos sono urbanizados (Gras, 2012) ma il campo continua a muovere, «el campo mueve todo» nelle narrative locali e nella percezione urbana. Rileggendo la tradizione di studi antropologici sul mondo contadino e delle farms, studi di antropologia economica e studi sociologici sull’agricoltura, e attraverso le metodologie tipiche della ricerca antropologica, come l’osservazione partecipante, un’immersione prolungata e multisituata nel contesto etnografico attraverso più missioni, lo shadowing, o la realizzazione di interviste aperte ad individui e gruppi, si è indagata la nuova configurazione rurale della pampa santafesina nel passaggio dall’agricoltura familiare ai modelli di agrobusiness contemporaneo. La persistenza, le trasformazioni e le continuità della prima, trovano nuova ragione nel paesaggio verso la seconda, generando una moltiplicazione dei destini e degli attori in gioco che, a voler considerare l’altissima omogeneità tecnologica e produttiva, risulta maggiormente sorprendente. Si è cercato altresì di individuare, a partire dalle riflessioni che hanno seguito la liberalizzazione della soia transgenica in Argentina (1996), quale fosse la nuova relazione tra i produttori, la risorsa terra e il rurale come spazio geografico e culturale, nella scalarità sfumata tra agricoltura contadina, imprenditoriale e capitalista.
23-set-2019
Italiano
Spagnolo
Antropologia; Pampa; Sudamerica; etnografia
SIMONICCA, ALESSANDRO
BETTA, EMANUELE
Università degli Studi di Roma "La Sapienza"
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/99452
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:UNIROMA1-99452