A partire dai documenti inediti conservati nel Fondo Revisione Teatrale dell’Archivio Centrale dello Stato, la tesi affronta un tema poco frequentato dalla critica: la censura in Italia nel secondo dopoguerra. Il primo capitolo è dedicato alle leggi che hanno regolato la censura dall’Unità d’Italia fino agli anni Sessanta del Novecento: oltre alla censura editoriale e teatrale, non è stata trascurata quella che coinvolse il cinema, la radio e la televisione; accanto alla censura civile, è stata presa in considerazione anche quella vaticana. Nel secondo e nel terzo capitolo vengono analizzati due casi di studio per certi versi opposti e complementari: il siciliano Vitaliano Brancati e il lombardo Giovanni Testori, dei quali viene ripercorsa la censura delle opere sottoposte a revisione. Seguono sei appendici, quattro delle quali riguardano il fenomeno censorio nella sua complessità: un prospetto di 208 copioni non approvati, l’elenco di tutte le opere sottoposte a censura da parte di cinque autori scelti (Bassani, Brancati, Pasolini, Moravia e Testori), l’inventario parziale del Fondo Revisione Teatrale e un prospetto della censura di alcune opere cinematografiche interessanti da un punto di vista letterario (approntato sfruttando il database Italia taglia). Infine, è stata allestita l’edizione di tutti i documenti afferenti alla censura di Vitaliano Brancati conservati nel Fondo Revisione Teatrale e l’edizione degli otto copioni de L’Arialda conservati in Archivio, che attestano le tre distinte redazioni della commedia sottoposte agli uffici governativi.

Lo specchio infranto. Il teatro di Vitaliano Brancati e Giovanni Testori alle prese con la censura (1944-1962)

ERBOSI, FLAVIA
2023

Abstract

A partire dai documenti inediti conservati nel Fondo Revisione Teatrale dell’Archivio Centrale dello Stato, la tesi affronta un tema poco frequentato dalla critica: la censura in Italia nel secondo dopoguerra. Il primo capitolo è dedicato alle leggi che hanno regolato la censura dall’Unità d’Italia fino agli anni Sessanta del Novecento: oltre alla censura editoriale e teatrale, non è stata trascurata quella che coinvolse il cinema, la radio e la televisione; accanto alla censura civile, è stata presa in considerazione anche quella vaticana. Nel secondo e nel terzo capitolo vengono analizzati due casi di studio per certi versi opposti e complementari: il siciliano Vitaliano Brancati e il lombardo Giovanni Testori, dei quali viene ripercorsa la censura delle opere sottoposte a revisione. Seguono sei appendici, quattro delle quali riguardano il fenomeno censorio nella sua complessità: un prospetto di 208 copioni non approvati, l’elenco di tutte le opere sottoposte a censura da parte di cinque autori scelti (Bassani, Brancati, Pasolini, Moravia e Testori), l’inventario parziale del Fondo Revisione Teatrale e un prospetto della censura di alcune opere cinematografiche interessanti da un punto di vista letterario (approntato sfruttando il database Italia taglia). Infine, è stata allestita l’edizione di tutti i documenti afferenti alla censura di Vitaliano Brancati conservati nel Fondo Revisione Teatrale e l’edizione degli otto copioni de L’Arialda conservati in Archivio, che attestano le tre distinte redazioni della commedia sottoposte agli uffici governativi.
23-mag-2023
Italiano
Censura; Testori; Brancati; teatro; secondo dopoguerra
GENTILI, Sonia
GENTILONI SILVERI, UMBERTO
RUSSO, Emilio
Università degli Studi di Roma "La Sapienza"
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/109684
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:UNIROMA1-109684