Background: La sindrome dell’intestino irritabile (IBS) è uno dei più frequenti disturbi dell'interazione intestino-cervello (DGBI), che fino al 65% dei casi si associa alla fibromialgia (FM). La fisiopatologia dell’IBS coinvolge una disfunzione dell’asse intestino-cervello e fattori periferici, tra cui alterazioni del microbiota intestinale, compromissione della barriera mucosa e attivazione del sistema immunitario. Per la fisiopatologia della FM è stata recentemente proposta una disfunzione dell’asse intestino-apparato muscoloscheletrico. Interventi nutrizionali come la dieta low FODMAP (LDF) sono stati suggeriti come strategie terapeutiche per la gestione sia dell’IBS che della FM. Obiettivi: Valutare l’effetto clinico della LFD sui sintomi di IBS e FM, sulla qualità della vita (QoL) e sui marcatori sierologici di permeabilità intestinale (zonulina - ZO; lipopolisaccaride - LPS) in pazienti con IBS, FM e FM+IBS. Metodi: Studio prospettico su 39 pazienti suddivisi in tre gruppi (IBS, FM, FM+IBS). Il protocollo dietetico comprendeva una fase restrittiva di 4 settimane, una fase di reintroduzione di 6 settimane e un follow-up a 6 mesi con dieta personalizzata. Sono stati raccolti dati clinici, composizione corporea, QoL (SF-36), punteggi specifici per malattia (IBS-SSS, FIQ, PDS, CSI), e marcatori di permeabilità intestinale ai 4 tempi (T0, T1, T2, T3). Risultati: La LFD ha determinato un miglioramento significativo dei sintomi dell’IBS già dopo 1 mese, soprattutto nei pazienti con la forma isolata di IBS (–101.1, p < 0.001), mentre nei pazienti FM+IBS l’effetto è stato più graduale ma sostenuto fino a 6 mesi. La QoL è migliorata significativamente nel tempo in tutti i gruppi, in particolare nei pazienti FM+IBS, con un incremento clinicamente rilevante della funzione fisica (+36.2%) e del benessere emotivo (+46.4%). Per quanto riguarda i marcatori di PI, la ZO si è ridotta significativamente solo nel gruppo FM+IBS dopo la fase restrittiva (T1), ma è aumentata successivamente. I livelli di LPS non hanno mostrato variazioni significative nel tempo, ma hanno presentato una tendenza in aumento, in particolare nei gruppi con FM. Una correlazione significativa tra delta ZO e LPS è stata osservata solo nel gruppo IBS (β = 0.052, p = 0.03), suggerendo meccanismi patogenetici differenti nei sottogruppi. Conclusioni: La dieta Low FODMAP si è dimostrata efficace nel migliorare i sintomi clinici e la qualità della vita nei pazienti con IBS e FM, in particolare nel gruppo con comorbidità. Tuttavia, gli effetti sulla permeabilità intestinale risultano parziali e transitori, suggerendo la necessità di strategie nutrizionali più durature o personalizzate per mantenere l’integrità della barriera intestinale, soprattutto nei soggetti con FM.
L’impatto degli interventi nutrizionali sugli outcome di malattia nelle patologie con alterata permeabilità intestinale
SCALESE, GIULIA
2026
Abstract
Background: La sindrome dell’intestino irritabile (IBS) è uno dei più frequenti disturbi dell'interazione intestino-cervello (DGBI), che fino al 65% dei casi si associa alla fibromialgia (FM). La fisiopatologia dell’IBS coinvolge una disfunzione dell’asse intestino-cervello e fattori periferici, tra cui alterazioni del microbiota intestinale, compromissione della barriera mucosa e attivazione del sistema immunitario. Per la fisiopatologia della FM è stata recentemente proposta una disfunzione dell’asse intestino-apparato muscoloscheletrico. Interventi nutrizionali come la dieta low FODMAP (LDF) sono stati suggeriti come strategie terapeutiche per la gestione sia dell’IBS che della FM. Obiettivi: Valutare l’effetto clinico della LFD sui sintomi di IBS e FM, sulla qualità della vita (QoL) e sui marcatori sierologici di permeabilità intestinale (zonulina - ZO; lipopolisaccaride - LPS) in pazienti con IBS, FM e FM+IBS. Metodi: Studio prospettico su 39 pazienti suddivisi in tre gruppi (IBS, FM, FM+IBS). Il protocollo dietetico comprendeva una fase restrittiva di 4 settimane, una fase di reintroduzione di 6 settimane e un follow-up a 6 mesi con dieta personalizzata. Sono stati raccolti dati clinici, composizione corporea, QoL (SF-36), punteggi specifici per malattia (IBS-SSS, FIQ, PDS, CSI), e marcatori di permeabilità intestinale ai 4 tempi (T0, T1, T2, T3). Risultati: La LFD ha determinato un miglioramento significativo dei sintomi dell’IBS già dopo 1 mese, soprattutto nei pazienti con la forma isolata di IBS (–101.1, p < 0.001), mentre nei pazienti FM+IBS l’effetto è stato più graduale ma sostenuto fino a 6 mesi. La QoL è migliorata significativamente nel tempo in tutti i gruppi, in particolare nei pazienti FM+IBS, con un incremento clinicamente rilevante della funzione fisica (+36.2%) e del benessere emotivo (+46.4%). Per quanto riguarda i marcatori di PI, la ZO si è ridotta significativamente solo nel gruppo FM+IBS dopo la fase restrittiva (T1), ma è aumentata successivamente. I livelli di LPS non hanno mostrato variazioni significative nel tempo, ma hanno presentato una tendenza in aumento, in particolare nei gruppi con FM. Una correlazione significativa tra delta ZO e LPS è stata osservata solo nel gruppo IBS (β = 0.052, p = 0.03), suggerendo meccanismi patogenetici differenti nei sottogruppi. Conclusioni: La dieta Low FODMAP si è dimostrata efficace nel migliorare i sintomi clinici e la qualità della vita nei pazienti con IBS e FM, in particolare nel gruppo con comorbidità. Tuttavia, gli effetti sulla permeabilità intestinale risultano parziali e transitori, suggerendo la necessità di strategie nutrizionali più durature o personalizzate per mantenere l’integrità della barriera intestinale, soprattutto nei soggetti con FM.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/355484
URN:NBN:IT:UNIROMA1-355484