This study aims to investigate the development of those institutions that shaped the Italian cultural landscape since post-World War II, which currently preserve the historical memory of the various political parties. These institutions are commonly included in the broad and somewhat generic category of “cultural institutes” or “institutes of culture,” and have gradually emerged as key places for archival preservation. In the cultural excitement that characterized the years following the fall of the Fascist regime, Italy witnessed a proliferation of documentation centers, associations, foundations, and research bodies connected to the newly reconstituted democratic political organizations. These institutes, in turn, initiated—at different times and with varying degrees of effectiveness—processes aimed at safeguarding their historical identity and archival heritage. In this context, historiography and archival science have evolved in close relation to one another. Starting from a historical overview of Italian legislation on the protection of private archives—a vast and heterogeneous field that also includes the papers of political leaders and parties—the research examines the evolution of several significant cultural institutions established in Rome after World War II, focusing on their transformation from centers of political and cultural elaboration into long term repositories. Particular attention has been dedicated to the impact of State laws regulating the allocation of public funds to private institutions, as well as to more targeted measures concerning financial support for projects involving the archives of political parties and their leaders.

La ricerca mira a ricostruire lo sviluppo di quelle istituzioni che hanno popolato il panorama culturale italiano a partire dal secondo dopoguerra e che oggi sono depositarie della memoria storica dei diversi partiti politici, comunemente annoverate nell’ampia e generica categoria degli “istituti di cultura” o “istituti culturali”, e il loro emergere quali luoghi di conservazione archivistica. Nel fermento intellettuale che caratterizzò gli anni successivi alla caduta del regime fascista si assistette, infatti, a una proliferazione di centri di studio e di documentazione, associazioni, fondazioni ed enti di ricerca connessi a vario titolo con le ricostituite organizzazioni politiche democratiche, le quali, a loro volta, in tempi e modi diversi, avrebbero avviato pratiche più o meno efficaci di salvaguardia della propria identità storica e del proprio patrimonio archivistico: due ambiti – storiografia e archivistica – che, almeno in questo contesto, hanno spesso viaggiato di pari passo. A partire da una prima ricognizione storica delle politiche di tutela degli archivi privati – settore ampio e fortemente diversificato cui comunque afferiscono anche le carte di dirigenti e partiti politici – adottate dal legislatore italiano tra età liberale e fascismo, si è inteso ragionare a fondo sugli anni della Repubblica e sull’evoluzione di alcuni istituti culturali maggiormente significativi, quasi tutti con sede a Roma, da luogo di elaborazione politico-culturale a presidio per la conservazione documentale. Approfondimenti mirati hanno riguardato l’impatto avuto dalle leggi con cui lo Stato ha inteso regolare l’erogazione di contributi pubblici agli istituti privati e dai provvedimenti più specifici riguardanti i finanziamenti per lavori sugli archivi di partiti e dirigenti politici.

Gli archivi della politica negli istituti culturali romani. Storia, normativa, prospettive

MATTEI, SEBASTIAN
2026

Abstract

This study aims to investigate the development of those institutions that shaped the Italian cultural landscape since post-World War II, which currently preserve the historical memory of the various political parties. These institutions are commonly included in the broad and somewhat generic category of “cultural institutes” or “institutes of culture,” and have gradually emerged as key places for archival preservation. In the cultural excitement that characterized the years following the fall of the Fascist regime, Italy witnessed a proliferation of documentation centers, associations, foundations, and research bodies connected to the newly reconstituted democratic political organizations. These institutes, in turn, initiated—at different times and with varying degrees of effectiveness—processes aimed at safeguarding their historical identity and archival heritage. In this context, historiography and archival science have evolved in close relation to one another. Starting from a historical overview of Italian legislation on the protection of private archives—a vast and heterogeneous field that also includes the papers of political leaders and parties—the research examines the evolution of several significant cultural institutions established in Rome after World War II, focusing on their transformation from centers of political and cultural elaboration into long term repositories. Particular attention has been dedicated to the impact of State laws regulating the allocation of public funds to private institutions, as well as to more targeted measures concerning financial support for projects involving the archives of political parties and their leaders.
29-gen-2026
Italiano
La ricerca mira a ricostruire lo sviluppo di quelle istituzioni che hanno popolato il panorama culturale italiano a partire dal secondo dopoguerra e che oggi sono depositarie della memoria storica dei diversi partiti politici, comunemente annoverate nell’ampia e generica categoria degli “istituti di cultura” o “istituti culturali”, e il loro emergere quali luoghi di conservazione archivistica. Nel fermento intellettuale che caratterizzò gli anni successivi alla caduta del regime fascista si assistette, infatti, a una proliferazione di centri di studio e di documentazione, associazioni, fondazioni ed enti di ricerca connessi a vario titolo con le ricostituite organizzazioni politiche democratiche, le quali, a loro volta, in tempi e modi diversi, avrebbero avviato pratiche più o meno efficaci di salvaguardia della propria identità storica e del proprio patrimonio archivistico: due ambiti – storiografia e archivistica – che, almeno in questo contesto, hanno spesso viaggiato di pari passo. A partire da una prima ricognizione storica delle politiche di tutela degli archivi privati – settore ampio e fortemente diversificato cui comunque afferiscono anche le carte di dirigenti e partiti politici – adottate dal legislatore italiano tra età liberale e fascismo, si è inteso ragionare a fondo sugli anni della Repubblica e sull’evoluzione di alcuni istituti culturali maggiormente significativi, quasi tutti con sede a Roma, da luogo di elaborazione politico-culturale a presidio per la conservazione documentale. Approfondimenti mirati hanno riguardato l’impatto avuto dalle leggi con cui lo Stato ha inteso regolare l’erogazione di contributi pubblici agli istituti privati e dai provvedimenti più specifici riguardanti i finanziamenti per lavori sugli archivi di partiti e dirigenti politici.
NEMORE, FRANCESCA
PAOLONI, Giovanni
CASTELLUCCI, Paola
Università degli Studi di Roma "La Sapienza"
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/361834
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:UNIROMA1-361834