Cosa ci dicono le ‘impronte sonore’ che Pier Paolo Pasolini ha lasciato ovunque, in ogni opera e in ogni momento creativo? In che modo la musica, i suoni della natura e del mondo, le lingue dei parlanti (più il loro suono che il loro significato) prima di fare la loro comparsa nel cinema, colpiscono l’immaginazione del Poeta, lo attraversano e si traducono in ricerca di senso nella poesia, nella narrativa e nella riflessione razionale sin dagli anni Quaranta? E ancora: perché Pasolini ha ispirato tante composizioni musicali che hanno arricchito, e continuano ad arricchire in un flusso inarrestabile, il panorama della musica di ogni genere? Cosa del suo messaggio ci consegnano i suoi esegeti musicali? Con un approccio necessariamente interdisciplinare, questo lavoro si propone di sondare attraverso la musica sia alcuni cardini del pensiero pasoliniano sia le ragioni dell’interesse di varie generazioni di compositori di musica per i testi poetici di Pasolini. Nel primo ‘movimento’ – articolato in due capitoli: Il Friuli (I) e Roma (II) – le immersioni nell’opera seguono un ordine cronologico che compone lo svolgimento in itinere dell’attività creativa pasoliniana con l’obiettivo di ricercare origine ed evoluzione di un pensiero sulla musica che, sebbene fatto di continui rimandi e sovrapposizioni, tuttavia matura e si amplia man mano. A sostenere l’indagine del secondo ‘movimento’ è la ricerca delle ragioni profonde che hanno stimolato compositori tanto diversi a intonare i versi di Pasolini: Sylvano Bussotti (Memoria: La bandiera rossa di Pasolini, 1962), Ettore De Carolis (Danze della sera: Notturno, 1968) e Domenico Modugno (Che cosa sono le nuvole? 1967). Nella parte finale Pasolini dopo Pasolini-Interviste sono raccolte le testimonianze di Dacia Maraini, Giovanna Marini e Gianni Ripani e Gianfranco Coletta dei Chetro & co.

Pasolini e la musica, la musica e Pasolini. Cammino sonoro attraverso l'opera di Pasolini e le intonazioni di Bussotti, De Carolis e Modugno.

CALABRESE, CLAUDIA
2018

Abstract

Cosa ci dicono le ‘impronte sonore’ che Pier Paolo Pasolini ha lasciato ovunque, in ogni opera e in ogni momento creativo? In che modo la musica, i suoni della natura e del mondo, le lingue dei parlanti (più il loro suono che il loro significato) prima di fare la loro comparsa nel cinema, colpiscono l’immaginazione del Poeta, lo attraversano e si traducono in ricerca di senso nella poesia, nella narrativa e nella riflessione razionale sin dagli anni Quaranta? E ancora: perché Pasolini ha ispirato tante composizioni musicali che hanno arricchito, e continuano ad arricchire in un flusso inarrestabile, il panorama della musica di ogni genere? Cosa del suo messaggio ci consegnano i suoi esegeti musicali? Con un approccio necessariamente interdisciplinare, questo lavoro si propone di sondare attraverso la musica sia alcuni cardini del pensiero pasoliniano sia le ragioni dell’interesse di varie generazioni di compositori di musica per i testi poetici di Pasolini. Nel primo ‘movimento’ – articolato in due capitoli: Il Friuli (I) e Roma (II) – le immersioni nell’opera seguono un ordine cronologico che compone lo svolgimento in itinere dell’attività creativa pasoliniana con l’obiettivo di ricercare origine ed evoluzione di un pensiero sulla musica che, sebbene fatto di continui rimandi e sovrapposizioni, tuttavia matura e si amplia man mano. A sostenere l’indagine del secondo ‘movimento’ è la ricerca delle ragioni profonde che hanno stimolato compositori tanto diversi a intonare i versi di Pasolini: Sylvano Bussotti (Memoria: La bandiera rossa di Pasolini, 1962), Ettore De Carolis (Danze della sera: Notturno, 1968) e Domenico Modugno (Che cosa sono le nuvole? 1967). Nella parte finale Pasolini dopo Pasolini-Interviste sono raccolte le testimonianze di Dacia Maraini, Giovanna Marini e Gianni Ripani e Gianfranco Coletta dei Chetro & co.
23-feb-2018
Italiano
cinema; poetica-musicale; musica psichedelica; musica e poesia; colonne sonore; paesaggio sonoro; musica e letteratura; canzoni; pier paolo pasolini; domenico modugno; ettore de carolis; laura betti; che cosa sono le nuvole?; sylvano bussotti
BONANZINGA, SERGIO
RUBERTI, GIORGIO
SENICI, EMANUELE GIUSEPPE
Università degli Studi di Roma "La Sapienza"
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Tesi dottorato Calabrese

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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/88589
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:UNIROMA1-88589